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venerdì 19 luglio 2019

Politica venerdì 30 giugno 2017 ore 17:30

"Pregare è un diritto"

Fabio Roberto Tognetti

Il segretario del Pd locale Tognetti risponde al consigliere regionale leghista: "Un evento isolato per il Ramadan. Ma non possiamo negare un diritto"



PONTEDERA — "Leggo abbastanza sorpreso l’ultima uscita del consigliere Salvini che, tra la pubblicazione di una fake news con tanto di “anaconda divoratrice di uomini a Matera” e un’altra sparata, trova il tempo di argomentare la propria posizione in tema di fantomatiche moschee a Pontedera".

Inizia così la risposta del segretario del Pd di Pontedera Fabio Roberto Tognetti al consigliere regionale leghista che, stamani, aveva commentato l'ipotesi dell'apertura di una moschea sul suolo pontederese.

"Stamani è apparsa la notizia della presentazione da parte del gruppo consiliare di Forza Italia di una interrogazione avente come oggetto la concessione degli spazi comunali in piazza del Mercato - prosegue Tognetti - utilizzati a loro dire come “moschea”. Il sindaco preciserà meglio nella risposta ufficiale a detta interrogazione, tuttavia, prima che la notizia debordi dal sentiero della verità, come capitato in occasione della vicenda dei panini con la mortadella, ritengo sia necessario specificare di cosa stiamo trattando".

"Lo spazio in questione non è stato dato in concessione come luogo di culto a uno specifico gruppo religioso - precisa il segretario - ma viene messo a disposizione dell’associazione La Pace che qui organizza diverse attività culturali durante tutto l’anno, tra le quali corsi di lingua italiana e araba per bambini".

"Si tratta dunque di una delle tante concessioni a una delle tante associazioni che, fortunatamente, arricchiscono la proposta culturale della nostra città. Il fatto a cui fa riferimento Forza Italia - sottolinea Tognetti - è un evento isolato, un incontro, organizzato per la festa per la fine del Ramadan, che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli".

"Le preoccupazioni del centrodestra e della destra locale rendono comunque manifesta tutta l’illiberalità che detti gruppi testimoniano quando si parla di riconoscimento di un diritto a una minoranza. In pratica si vorrebbe comunque negare ai fedeli di religione islamica il riconoscimento di un diritto sancito costituzionalmente agli articoli 3 e 8".

"Infatti, ci si dice contrari sia a una eventuale ipotetica concessione di uno spazio pubblico, che a iniziative di natura privata. I motivi? Fosse un problema di sicurezza ricordiamo a tutta la destra come ogni religione sia di per sé innocua. Ciò che rende pericoloso un culto è la sua interpretazione, che è influenzata in massima parte dall’ambiente sociale nel quale si vive, come abbiamo appreso dalla biografia degli attentatori di Londra, Parigi e Bruxelles".

"Se immagini e costruisci una società nella quale ogni diversità può essere riconosciuta come elemento capace di generare e alimentare sospetto e odio e, pertanto, neghi già all’origine qualunque possibilità di riscatto o di ascesa sociale, il rischio di allevare “potenziali deviati” diventa molto più alto. Se poi si ritiene che sia a rischio l’identità culturale, ricordo come in passato tale valore fosse ampiamente ignorato dalla destra che, come ricorda mirabilmente Pier Paolo Pasolini nei suoi Scritti Corsari, ha sostenuto l’abbattimento di ogni peculiarità regionalistica in favore dell’avvento della società del consumismo, omologatrice di costumi e di tradizioni. Come ci insegnano le parole di Papa Francesco, l’identità culturale di un popolo diventa tanto più forte e radicata quanto più essa si dimostra capace di aprirsi al confronto e al dialogo con altre realtà, senza la necessità di reprimerle o stigmatizzarle".

"Il fatto che venga dato così ampio spazio per la mera presentazione di una interrogazione è l’ennesima dimostrazione di una volontà che si sta manifestando in maniera sempre più chiara e palese: quella di instaurare un clima di confusione e tensione in città contro le comunità straniere, finalizzata alla mera ricerca del consenso. Si vuole rovesciare il colore politico di una amministrazione attraverso la diffusioni di messaggi catastrofisti che niente hanno a che vedere con la realtà, esagerando una condizione di disagio che non viene affatto negata, ma governata, pur tra mille difficoltà, attraverso ogni mezzo possibile" conclude Tognetti.



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