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venerdì 19 luglio 2019

Attualità domenica 16 giugno 2019 ore 12:25

​Quando Piaggio non si alzò dal tavolo

Durante il conflitto mondiale non volle obbedire all'intimazione di mettersi in piedi e sull'attenti per ascoltare il bollettino di guerra.



PONTEDERA — "Non appena giunge la notizia della sua morte cessano i clamori e tutti si stringono in silenzio per rendergli omaggio. I suoi funerali vedranno la partecipazione di tutta Pontedera con una straripante folla di migliaia di persone".

Così l'enciclopedia Wikipedia racconta il funerale di Enrico Piaggio, il grande industriale che lanciò Pontedera nel mondo prima con gli aerei e poi e soprattutto con la Vespa (e famiglia anche a tre o quattro ruote) ma al quale Pontedera non ha intestato, per ragioni politiche, né una strada né una piazza come era stato fatto in epoca fascista per il padre Rinaldo e recentemente per la moglie Paola. Mentre la Rai, come è noto, lo racconterà in un filmato, come si diceva un tempo, a puntate. 

Enrico Piaggio morì il 16 ottobre 1965 nel suo letto della splendida villa ormai ricca di 600 anni di storia. Tutto cominciò nel 1406 con la tenuta di Varramista - dove venne subito costruita una prima residenza diventata poi villa con l'intervento del grande architetto Bartolomeo Ammannati - donata a Gino di Neri Capponi come premio per aver conquistato Pisa guidando l'esercito non ancora mediceo. I Capponi terranno Varramista e la villa fino al tardo '800, ospitando anche Alessandro Manzoni, poi ci saranno cambi di proprietà fino a quando, anni '50 del secolo scorso, Enrico Piaggio si trasferì a Varramista lasciando la grande residenza cittadina in riva all'Era e oggi divisa in casa per anziani e scuola materna con ingresso da via De Gasperi.

Da allora ci saranno grandi eventi a Varramista a cominciare dal matrimonio fra Antonella Piaggio e Umberto Agnelli, futuro presidente della Piaggio, la presentazione in società e poi il matrimonio del giovane Giovanni Alberto Agnelli purtroppo deceduto quando guidava la fabbrica di Pontedera, il ricevimento della regina madre d'Inghilterra e, più recentemente, il fastoso sposalizio di Chiara Visconti di Modrone, figlia in seconde nozze di Antonella Piaggio col duca Visconti di Modrone. E ora c'è anche l'insegna viscontea del biscione, che tutti conoscono perché è diventata simbolo di Canale 5, all'ingresso dei Varramista dove si ospitano turisti altolocati e si produce un buon vino. 

Tornando a Enrico Piaggio in vista dell'annunciata serie televisiva su di lui e le cui riprese sbarcheranno a Pontedera fra due settimane, la fatalità volle che quando si sentì male nel suo ufficio fosse in atto uno dei tanti 'scioperoni' con migliaia di operai davanti a cancelli. Fra loro passò l'ambulanza diretta all'ospedale di Pisa e, secondo le testimonianze, il muro di folla si aprì per farla passare. Al Santa Chiara ci fu però un errore medico che portò alla morte l'ingegnere ad honorem Enrico Piaggio, in effetti laureato in economia. E quando si vide perso, il dottor Piaggio volle morire nel suo letto alcuni giorni dopo. 

Un personaggio molto e difficile, il padrone della Piaggio succeduto al padre. Un carattere molto duro con tutti fino a rischiare la morte quando durante la guerra, lui che si vestiva in nero (come tutti) per le cerimonie, si rifiutò di ascoltare in piedi il bollettino di guerra, come era 'legge' fare. Intervenne un gerarca intimandogli di alzarsi ma Enrico Piaggio si rifiutò (era a pranzo con una signora) col risultato di un colpo di pistola sparatogli dal gerarca che gli costò l'asportazione di un rene.



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