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lunedì 17 dicembre 2018

Attualità venerdì 16 febbraio 2018 ore 17:39

Quel villino 'azzurro'

Totò e Peppino De Filippo nell film "Arrangiatevi"
Totò e Peppino De Filippo nell film "Arrangiatevi"

Quasi sessant'anni fa l'Italia e Pontedera persero il servizio dell'amore 'tollerato e sorvegliato' . Un bene o un male?



PONTEDERA — CHI SCRIVE non sa dire se poteva essere considerato un vanto o una vergogna, fatto sta che Pontedera, fra i tanti 'servizi' in più rispetto agli altri centri della Valdera e provincia pisana, capoluogo ovviamente, escluso, aveva anche una casa di tolleranza. Insomma, un casino. Si chiamava Villino Azzurro, ma non era tinto d'azzurro ma di un bianco sbiadito, ed era nella allora campagna della Maltagliata, nome sinistro ma riferibile soltanto alla situazione storico-geografica che in quella zona vedeva tanti canali e fossi 'figli' dell'Era che un tempo sfociava in Arno a delta - ci sfocia in estuario - verso il ponte alla navetta. 

Alla Maltagliata si andava dunque, magari cercando di non farsi vedere, per sbrigative questioni amatorie senza rischi perché autorizzate dallo stato che, appunto, le 'tollerava' come male minore e le organizzava anche dal punto di vista sanitario con frequenti visite alle 'signorine' effettuate a Pontedera dal mitico dottor Giacinto Zoli. Testimoni diretti hanno riferito che le ragazze erano soltanto tre per ogni turno di 15 giorni, la famosa 'quindicina' e neanche tanto 'sexi' in confronto a quelle, però assai più costose, che si potevano trovare nella 'case' a Pisa, Livorno e nelle grandi città. Ma, insomma, il casino, a Pontedera, c'era.

Tutto finì il 20 febbraio 1958, fra poco saranno sessant'anni, quando il parlamento approvò la proposta di legge presentata della senatrice socialista Lina Merlin - avversata da altri per fini, dissero, di ordine e salute pubblica che sarebbe stata messa a rischio dal sesso libero e non più controllato, tesi anch'essa con una sua logica - per chiudere chiudere le case di tolleranza. Legge sulla quale l'Italia si divise come tuttora è divisa perché a ogni piè sospinto qualcuno ripropone la riapertura dei casini statalizzati, o comunque autorizzati e sorvegliati.Il villino Azzurro era fra via Colombo e via De Nicola, a poca distanza dalla futura chiesa di San Giuseppe, e per una quindici d'anni rimase vuoto. 

La proprietaria, una livornese, voleva affittarlo o venderlo - sul riuso abitativo della ex case di tolleranza fu giurato un grande film con la coppia Peppino de Filippo-Totò dal titolo 'Arrangiatevi' che consigliamo a tutti di vedere o rivedere - ma nessuno lo voleva. Finché, agli inizi del '70, ci andò ad abitare, nel piano terra, un commerciante. 

Chi scrive, allora giovane giornalista, lo seppe a andò a intervistarlo facendo uno dei primi 'scoop' della carriera.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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