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domenica 17 novembre 2019

Politica venerdì 07 settembre 2018 ore 07:24

"Se io fossi del PD"

Primarie dem per il candidato sindaco al via. Il dibattito inizia con una discussione alla Festa dell'Unità e con una lettera che ci invia un lettore



PONTEDERA — Nella primavera del 2019 la città di Pontedera andrà al voto per eleggere il nuovo sindaco. A differenza delle precedenti elezioni questa volta l'esito non sarà più "scontato" come lo è stato dal dopoguerra ad oggi. La toscana non è più rossa e le vicine roccaforti della sinistra, Cascina prima e Pisa dopo, adesso sono a guida Lega. Ieri sera il PD alla Festa dell'Unità (oggi non c'è più nemmeno il giornale fondato da Antonio Gramsci) ha ufficializzato le primarie per scegliere il proprio candidato sindaco. Il dibattito su nomi e temi è iniziato. Temi e prese di posizione non mancheranno certo. Lo dimostra anche una lettera scritta "a caldo" da un lettore di QUInews Valdera - arrivata nella nostra casella di posta alle due di notte - e che pubblichiamo qui di seguito

Se io fossi del Pd...

Sarei soddisfatto della scelta di fare le primarie per nominare il candidato sindaco? E di parlare di elezioni già da settembre? Domande e riflessioni quando le primarie sono appena iniziate

Ieri sera al circolo Galimberti di Pontedera, nella prima serata di questa festa dell’unità 2018, il sindaco Simone Millozzi e il segretario del Pd cittadino Floriano Della Bella, hanno dato lo start alla corsa alle primarie per scegliere il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, in vista delle elezioni comunali della primavera del 2019.

Queste primarie assomigliano più a una maratona che a un cento metri piani. Per almeno due motivi: il primo è che i candidati non si sa quanti siano, teoricamente adesso potrebbero essere più di otto. Il secondo motivo riguarda la tempistica. I cento metri durano dieci secondi mentre le maratone ore. Ponendo come traguardo il giorno delle elezioni la distanza sembra più 42 chilometri che cento metri.

Da qui in avanti immagino di essere un elettore del Pd, o comunque di centrosinistra, all'inizio di questa maratona-primarie e affronto alcune riflessioni ponendo alcuni interrogativi.

In primo luogo, come elettore del Pd o di centrosinistra mi domanderei: sono soddisfatto di questa amministrazione e dello stato di salute della città?

Per rispondermi analizzerei ciò che è stato fatto in diversi settori come: le politiche sociali, la sicurezza, la visione e la gestione del quartiere stazione, le politiche educative e scolastiche, lo sport, la cultura, le infrastrutture e le opere pubbliche.

Se fossi un elettore del Pd o di centrosinistra mi chiederei se sono soddisfatto della scelta di fare le primarie. Penso che risponderei di sì, perché riterrei utile iniziare a parlare presto del futuro, per valutare, scegliere, far conoscere le idee dei candidati. Affrontare i temi con tempo, modi e interventi diversi.

Sarei probabilmente soddisfatto che a Pontedera si sia scelto di fare diversamente da Pisa (dove Serfogli è stato nominato candidato nelle ultimissime settimane) e anche da Cascina dove nel 2016 si è fatto le primarie con un sindaco, Antonelli, che era solamente al primo mandato, delegittimandolo.

Se fossi un elettore del Pd guarderei ai nomi che girano, sia quelli ufficiali che quelli chiacchierati: l’assessore Matteo Franconi (che ha concluso con il suo intervento il primo dibattito al Galimberti), il consigliere comunale Eugenio Leone (che invece ha aperto la serata) e poi Corrado Guidi (ex sindaco di Bientina), Paolo Marconcini (ex sindaco di Pontedera) e altri...

Ma non mi soffermerei su un nome. Anzi non vorrei proprio sapere i nomi dei candidati. Vorrei conoscere le loro idee prima dei loro nomi. Se fossi un elettore del Pd vorrei che il partito pontederese scegliesse dei temi (come per esempio il lavoro, le politiche sociali, la sicurezza, la visione e la gestione del quartiere stazione, le politiche educative e scolastiche, lo sport, la cultura) e poi facesse esprimere i candidati su questi temi con un piccolo programma a punti. Programmi che sarebbero pubblici ma ignoti i loro autori, per qualche giorno.

Gli autori/candidati potrebbero poi parlare del loro programma qualche giorno dopo, con un incontro pubblico.

Se fossi un elettore del Pd, ma anche essendo solo un osservatore, avrei un'altra domanda: perché non si vocifera di nessun o nessuna giovane tra i candidati a sindaco? Non che ci debbano essere per forza, per carità. Ma visto che c'è questo strumento chiamato primarie perché non schierare anche qualche voce nuova. Il paragone è ardito ma spesso nelle primarie americane sono usciti vincitori candidati che hanno guadagnato consensi semplicemente grazie alle loro idee, senza essere favoriti ma veri e propri outsider.

In passato ci sono stati dei politici giovani a Pontedera: per fare qualche esempio Enrico Rossi divenne sindaco a 32 anni, nel 1990. Millozzi nel 2009 ne aveva 37.

Adesso i consiglieri più giovani sono Selene Caselli, Fabio Roberto Tognetti e Mattia Belli, rispettivamente 29, 34 e 31 anni. Del Pd pontederese fa parte anche Francesco Papiani, 31enne, figlio rossiano dell’assessore Marco, renziano.

Insomma se fossi del Pd (o di centrosinistra) vorrei delle primarie entusiasmanti, appassionanti, in cui i candidati si danno battaglia a suon di idee e proposte, con entusiasmo.

Lettera firmata



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