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martedì 21 maggio 2019

Politica lunedì 10 dicembre 2018 ore 17:30

"No ai fascisti nelle nostre città!"

Sinistra Italiana contro la sede di Casa Pound a Pontedera, "città del lavoro e dei diritti, dell’impegno per il sociale e per l’inclusione"



PONTEDERA — Dopo le preoccupazioni già espresse dal sindaco Simone Millozzi ("A rischio la dialettica democratica in città"), arriva la netta presa di posizione della Federazione provinciale di Pisa di Sinistra Italiana, contro l'annunciata apertura di una sede di Casa Pound a Pontedera.

"Per 'i fascisti del Terzo millennio' - si legge nel comunicato di Si -, come amano chiamarsi, il modello dichiarato è il primo movimento mussoliniano, con matrice anti-borghese, avanguardista e violenta. Le ben note azioni di 'squadrismo mediatico' o di militareschi momenti di piazza si associano all’apertura di nuove sedi, a gruppi musicali spiccatamente nazirock come ZetaZeroAlfa e al tentativo di collegarsi formalmente al principale partito di destra, la Lega, per rientrare nell’attenzione pubblica.

Proprio a fronte di questo, oltre che degli attacchi pubblici che esperienze simili, come Forza Nuova, hanno compiuto e compiono, a livello nazionale – si pensi al tentativo recente di 'assediare' la sede nazionale ANPI – o locale, come le offese tramite striscione al circolo ARCI La Perla di Montecalvoli, reo di aver invitato don Massimo Biancalani di Vicofaro – riteniamo indispensabile la vigilanza pubblica, massiccia e nonviolenta delle forze democratiche che si riconoscono nell’antifascismo costituzionale.

Fuori i fascisti dalle nostre città! Che tale occasione veda un impegno pubblico delle principali organizzazioni sociali, in primis ARCI Valdera (confidiamo con il sostegno dei comitati territoriali del Cuoio e del pisano) e ANPI, perché la chiamata a raccolta della doverosa indignazione popolare non sia un atto retorico, ma un concreto argine a tali presenze.

Non si dia un centimetro di più a CasaPound e alle composizioni ad essa simili – che in rispetto della Legge Scelba e delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione dovrebbero anzi essere soppresse – ma soprattutto non si diano ulteriori centimetri sociali a tali odiosi venti razzisti, xenofobi e razzisti: le presenze di tali reti sono possibili perché si desertificano i corpi intermedi democratici, perché si lasciano vuote le case del popolo, perché si lasciano le persone abbandonate alle loro solitudini, perché non si strutturano reti solidali a sostegno di chi vede perdersi la qualità della propria esistenza o il diritto al lavoro.

Pontedera, città del riscatto di chi lavora, sia quindi argine indignato, popolare e non retorico, a tale presenza, indegna della Valdera, della storia e dei valori del territorio".



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