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Attualità venerdì 02 marzo 2018 ore 18:00

Slot nei bar, quando il gioco non vale la candela

Simone Pratelli e Cristel Falchi
Simone Pratelli e Cristel Falchi

Per alcuni baristi i soldi incassati non ripagano dei problemi derivati dal tenere gli apparecchi. Clienti poco raccomandabili e rischio furti



PONTEDERA — Rischi di furti notturni con danneggiamenti, seri, alle strutture. Frequentazioni giornaliere poco raccomandabili, richieste assurde, possibili disturbi alla clientela senza il vizio del gioco.

Sono solo alcuni motivi che spingono sempre più bar a optare per togliere le slot machine. Questi apparecchi sono in grado di fornire una buona entrata economica a ogni locale che ne installi una, due, cinque o che addirittura vi dedichi una sala.

Ma sempre più titolari si chiedono se il gioco vale la candela. Su un piatto della bilancia ci sono entrate economiche regolari (nell'ordine delle migliaia di euro, in certi casi) nell'altro c'è tutto un climax che si crea attorno al locale: "Ci siamo spostati da Pontedera alle Melorie da qualche anno - ha raccontato Simone Pratelli, titolare del conosciuto Bar Cristallo - e abbiamo deciso di non rimettere le slot. Davano troppe preoccupazioni".

"Gestisco il bar insieme alle mie due sorelle - ha ripreso Pratelli - ma avevamo già deciso a Pontedera che le slot sarebbero state accese solo quando c'ero io. Troppo pericoloso lasciarle in funzione mentre nel locale c'erano solo loro. Girava gente poco raccomandabile". Poco raccomandabile e con richieste strane: "C'era chi mi chiedeva di spegnere la macchinetta e aspettare qualche ora affinché lui tornasse - ha spiegato Pratelli - la situazione è diventata insostenibile e col cambio di locale le abbiamo tolte". 

"Avevamo due slot machine - hanno detto Jenny e Cristel Falchi del noto Bar Ferretti a Pontedera - ma abbiamo deciso di togliere perché attiravano nel bar gente che non ci piaceva e che a volte poteva disturbare anche la nostra clientela. Così abbiamo scelto di toglierle".

Altro rischio concreto è quello dei furti notturni con vere e proprie bande organizzate che sfondano le porte per rubare le slot. Succede con cadenze regolari, in tutta la provincia di Pisa e in tutta Italia: "Da me hanno rubato due volte - ha detto Pratelli - sono entrati di notte spaccando i vetri della sala dietro, aprendo le slot e prendendo i soldi all'interno. Abbiamo subito danni ingenti alle vetrate. Dopo il secondo furto abbiamo deciso di toglierle". Stessa numero di furti per le sorelle Falchi: "Abbiamo tenute le slot per nove anni, due volte sono entrati i ladri. Questo nonostante il nostro bar sia su un angolo e in uno dei punti più trafficati dalla città".

Per questo, non si tratta di una questione etica, dell'essere contro al gioco d'azzardo, si tratta di una mera valutazione di costi e benefici. Questi baristi che si sono liberati delle slot, a Pontedera, come a Ponsacco e in Valdera, parlano di un senso di rilassamento che ripaga ampiamente quelle centinaia o migliaia di euro derivanti dalle slot machine.

René Pierotti
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