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Sospensione delegati Fiom, parla Comparini

Marco Comparini (Fiom-Cgil Pisa)

Il segretario provinciale Fiom interviene sulla sospensione dal sindacato degli eletti Fiom in Rsu Piaggio Cappellini, Tecce, Guezze e Bellagamba



PONTEDERA — Il segretario della Fiom-Cgil di Pisa, Marco Comparini, interviene oggi a distanza di diverse settimane dalla sospensione del sindacato per dieci mesi di Massimo Cappellini, Adriana Tecce, Giorgio Guezze e Antonella Bellagamba, tutti e quattro eletti nella Rsu Piaggio per la Fiom. La sospensione, lo ricordiamo, è avvenuta per decisione del Comitato nazionale di garanzia della Cgil, chiamato ad esprimersi su un ricorso presentato dallo stesso Comparini.

Per Comparini è stata finalmente "ristabilita la verità" e ricorda che "le sentenze si applicano e soprattutto si rispettano", anche alla luce di altre esternazioni da parte dei quattro delegati sospesi, che in queste settimane hanno raccolto numerosi attestati di solidarietà.

Di seguito l'intervento integrale di Marco Comparini, segretario della Fiom-Cgil di Pisa, sulla sospensione dal sindacato dei quattro rappresentanti Fiom in Rsu Piaggio.

"Mi corre l’obbligo di ristabilire definitivamente la verità, chiarendo una volta per tutte come stanno le cose, a conclusione della vicenda che riguarda i provvedimenti sanzionatori che la CGIL in via definitiva ha comminato a quattro delegati della nostra Organizzazione.

Innanzitutto mi preme chiarire che la decisione di avviare un ricorso presso gli organi di garanzia della CGIL, dando un pieno mandato alla segreteria, al fine di valutare se il comportamento di questi delegati fosse o meno rispettoso dello statuto della CGIL stessa, è stata assunta all’unanimità dall’Assemblea Generale della FIOM di Pisa esattamente un anno fa. Assemblea Generale che, ricordo, è composta da delegati provenienti da tutte le aziende metalmeccaniche della provincia.

Nel corso di questo periodo, la FIOM di Pisa ha evitato accuratamente di trascinare questa vicenda sugli organi di stampa e di renderla in qualche modo pubblica sia perché dovevamo essere rispettosi del lavoro che stava facendo la nostra magistratura interna, sia perché contestualmente eravamo in presenza delle due, a tutti noi note, contestazioni disciplinari da parte della Piaggio nei confronti del delegato Cappellini. Ciò con lo scopo di evitare in ogni modo di prestare il fianco a inutili e dannose polemiche e strumentalizzazioni e ad azioni che in qualche modo avrebbero potuto danneggiare lo stesso Cappellini.

Rileviamo invece che da parte di più delegati è stata alimentata una continua polemica, protrattasi per mesi e mesi, nei confronti della FIOM, ma soprattutto nei confronti del Segretario Generale.

Sugli attacchi personali faccio solo notare che la pratica di individuare il nemico ed additarlo alla pubblica opinione come la causa di tutti i mali è stata in passato foriera di ben note e tristi vicende che fortunatamente tutto il movimento operaio e sindacale è riuscito a sconfiggere.

Alla fine di questa vicenda che ha avuto una sua conclusione, con la decisione del Comitato Nazionale di Garanzia della CGIL, definitiva ed inappellabile, che segue una precedente analoga, mi preme ricordare a tutti che le sentenze si applicano e si rispettano.

E mai sentenze sono state più chiare di queste in quanto:

nella prima i delegati sono stati sospesi per atteggiamenti violenti ed intimidatori nei confronti del sottoscritto e del Segretario regionale FIOM, per aver usato impropriamente il simbolo della FIOM CGIL in più occasioni nonostante fossero stati diffidati a farlo e per aver leso direttamente l’immagine della CGIL stessa e dei suoi dirigenti.

Nella seconda e definitiva, oltre alla riconferma della prima, le sanzioni sono state aumentate in quanto i delegati hanno apertamente operato per dar luogo a delle disdette collettive alla FIOM che rappresentano una palese violazione dell’obbligo di fedeltà alla nostra Organizzazione. Un delegato sindacale, infatti, dovrebbe operare per fare proselitismo e non per far togliere le tessere sindacali della propria Organizzazione.

In ultimo, ma non meno importante, la CGIL ha ritenuto di una gravità assoluta la sottoscrizione della diffida nei confronti della FIOM territoriale a seguito della sottoscrizione del Protocollo sulla salute e sicurezza in Piaggio che peraltro, anche nel merito, possiamo ritenerlo uno dei pìu precisi e puntuali tra quelli fatti sul nostro territorio.

Vorrei tra l’altro rilevare che la nostra Organizzazione ha nei propri fondamenti la pluralità e il rispetto di tutte le opinioni, ma non può tollerare che non vi sia il rispetto tra di noi e il ricorso alle vie legali e giudiziarie per un accordo sottoscritto.

Quella del rapporto conflittuale tra questo gruppo di delegati e iscritti con la FIOM è una vicenda che si trascina da più di venti anni, la decisione definitiva della CGIL di sanzionare i loro comportamenti con una sospensione, avrebbe dovuto consentire una riflessione e un cambiamento che però, da cosa sto leggendo da più parti non sta avvenendo.

Infatti, quando si afferma che “siamo stati sospesi dalla FIOM CGIL, ma rifaremmo tutto se necessario” significa che la volontà di questi delegati non è quella di ravvedersi nei comportamenti, ma, di fatto, di mettersi fuori in maniera definitiva da questa Organizzazione.

Trascorsa la pausa feriale, sarà compito mio e di tutta la FIOM avviare un confronto con gli iscritti e i simpatizzanti in Piaggio per provare a tornare ad essere di nuovo anche in quell’azienda il sindacato con la storia e il prestigio che tutti gli riconoscono".



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