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Lavoro venerdì 01 settembre 2017 ore 17:20

"Tmm? Atteggiamento riprovevole"

Il segretario di Fiom Braccini: "Troviamo un'alternativa. Molte imprese in altri settori hanno riportato in Italia le lavorazioni dall'estero"



PONTEDERA — Massimo Braccini, segretario toscano di Fiom è intervenuto sulla situazione dell’azienda Tmm. Secondo Braccini la ditta dell'indotto Piaggio "ha avuto un comportamento riprovevole ed inaccettabile, non si possono trattare in questo modo le persone che lavorano facendogli trovare il cancello chiuso e lasciandole a spasso. I lavoratori della Tmm di Pontedera in presidio permanente da oltre venti giorni si stanno battendo con onore per salvaguardare il loro posto di lavoro". 

Braccini ha aggiunto che "a tutti noi spetta la capacità di trovare un’alternativa che garantisca una prospettiva lavorativa a tutti i lavoratori, ma si rende necessario anche avere un’ottica di visione complessiva di tutto l’indotto che ruota intorno alle due ruote e alla Piaggio. La questione dell’indotto va quindi ricondotta ad una discussione generale se vogliamo provare a salvaguardare ciò che resta di questo importante patrimonio occupazionale e professionale fatto di tante imprese che è nato intorno alla Piaggio, dove oggi però non è più sufficiente solo far riferimento esclusivamente alla casa di Pontedera. La Piaggio ovviamene deve far conoscere le sue strategie. Nel corso degli anni è diventata a tutti gli effetti una fabbrica globale ed ha cambiato modo di pensare, produrre e rapportarsi con il mercato".

"La parte italiana della Piaggio - ha ripreso Braccini - a nostro avviso risente di minori investimenti rispetto agli altri stabilimenti del gruppo nel mondo, ma questo non vuol dire che siamo condannati ad una difesa senza prospettive e non possiamo incidere per modificare la situazione. La ricerca continua dell’abbattimento del costo del lavoro e l’idea che produrre altrove parti di lavorazioni comporti minori costi non è detto che sia fondata e va valutato anche concretamente cosa hanno comportato le esternalizzazioni di lavorazioni in termini di qualità dei prodotti. Non a caso molte imprese in altri settori hanno rivisto le loro strategie e riportato lavorazioni dall’estero"

"L’indotto legato alle due ruote - ha concluso Braccini - deve risentire di un preciso progetto prima che si sgretoli azienda per azienda, comprendendo quali produttori vi sono oggi in Italia, quali cambiamenti sono avvenuti,come immaginiamo il trasporto del futuro e soprattutto va definita una condizione di vero e proprio“ distretto” che può offrire lavorazioni specializzate e qualitative.Si pone quindi la necessità di una analisi approfondita, le comunità, più che mai nell’epoca della globalizzazione, debbono riflettere e definire precise strategie territoriali e nazionali.Per quanto ci riguarda metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché si dia una rispostacomplessiva al rilancio dell’indotto e della stessa Piaggio e ci mobiliteremo per la tutela occupazionale dei lavoratori TMM e della loro dignità".

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