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Attualità venerdì 16 ottobre 2015 ore 18:30

Scuola, uno su cinque non ce la fa

Foto Mirko Melai

E' il sorprendente dato rivelato da una ricerca della Provincia. Dopo le medie circa il 19% degli studenti si trova in difficoltà, boccia o abbandona



PONTEDERA — Tutto bene fino alla terza media. Poi, con l'inizio del liceo, arrivano i guai: bocciature e defezioni. A rivelarlo è un grafico fornito dalla Provincia sugli esiti negativi nel campo didattico. Sono dati raccolti nel corso di tredici anni (dal 2001 al 2014), riguardano tutto il territorio provinciale, ma fotografano in maniera fedele anche la situazione della Valdera, evidenziando un inquietante picco delle bocciature in prima superiore.

La problematica è emersa nel corso della presentazione di Val val, il nuovo progetto, promosso dall'Unione dei comuni, dalla Regione e dagli istituti scolastici locali, proprio per combattere la dispersione in ambito formativo. A illustrarne l'entità è stato l'insegnante Rino Picchi: "I dati delle bocciature subiscono un'impennata fra la terza media e la prima liceo, pari al 19,6% - conferma il docente - il che indica una cesura fra le scuole medie e le superiori". Come a dire che, in media, in prima liceo uno studente su cinque viene bocciato o abbandona gli studi. "L'obiettivo di Val Val è quello di abbassare la cifra al 10% nel giro di pochi anni - ha spiegato Picchi.

Le cause sono ancora da indagare, ma qualche indizio c'è già: "L'anno con più bocciature, alle medie, è stato il 2008/2009 - informa Picchi - quando si è passati dai giudizi ai voti decimali".

"Abbiamo bisogno di un maggior numero di ragazzi che apprendono, non di ragazzi che sono solo promossi e promozione non è sinonimo di qualità - ha chiosato Pierluigi Robino, preside dell'Itis G. Marconi. - Il centro dell'impiego della Provincia ha lavorato con un nucleo dei nostri ragazzi per individuare le cause della dispersione: c'è un problema di disagio sociale che dobbiamo affrontare in un tavolo con gli operatori del settore, per andare oltre al piano didattico".

Sull'argomento è intervenuto anche Giovanni Biondi, presidente di Indire, istituto nazionale di documentazione: "Il sistema scuola è in crisi in tutti i paesi del mondo perché è un modello vecchio e la società è completamente diversa da quella del tempo in cui venne strutturato". Questa disconnessione fra attualità e passato, traducibile in un mancato aggiornamento del settore, genera insofferenza nei ragazzi: "Soprattutto nelle fasce più culturalmente deboli - ha specificato Biondi. - Dobbiamo avvicinarci ai metodi di apprendimento odierni: nuove tecnologie e mondo multimediale. Gli insegnanti devono aggiornarsi. Val Val è un progetto sperimentale che osserviamo con interesse anche a livello nazionale".



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Dolomiti, caos e disagi per la neve

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