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Attualità Sabato 12 Settembre 2026 ore 16:00

Psi, "dopo l'ok all'ossicombustore stop alla speculazione finanziaria"

Serie di proposte dei Socialisti sulla questione rifiuti: "no agli azzardi sulle spalle delle famiglie. Chiediamo un tavolo regionale"



PROVINCIA DI PISA — Dopo il voto favorevole della Giunta regionale all'impianto ossicombustore di Peccioli il Partito socialista italiano torna sul tema dei rifiuti.

"Per quanto riguarda Peccioli, auspichiamo - ha scritto in una nota Carlo Sorrente, segretario provinciale del Psi Pisa - che il tempo della progettazione venga utilizzato per fornire ulteriori elementi di trasparenza e di garanzia, in modo da arrivare a una decisione condivisa e non solo rapida. La Toscana ha bisogno di autosufficienza impiantistica per smettere di esportare rifiuti fuori regione ma la transizione ecologica richiede serietà. La stesura del prossimo Piano regionale di Economia Circolare non dovrà essere l'ennesimo terreno di baratto politico e promesse elettorali irrealizzabili".

Così mentre il Psi spera che la maggioranza di centrosinistra trovi la sintesi virtuosa per tenere insieme la semplificazione degli enti, le esigenze industriali, la sostenibilità ambientale, la giustizia tariffaria per le famiglie e il controllo pubblico degli Impianti, rilancia anche una serie di proposte attinenti alla questione.

In primis lo stop alla speculazione tariffaria. "La richiesta sarebbe - hanno aggiunto - l'istituzione immediata di un tavolo regionale per la tariffazione equa. Il via libera tecnico e politico all'ossicombustore non può trasformarsi in una cambiale in bianco firmata a beneficio dei privati. Poiché la pianificazione regionale obbligherà i Comuni a conferire i rifiuti in questo impianto, ci troviamo di fronte a un monopolio naturale blindato per legge, dove il rischio d'impresa per il privato è praticamente azzerato. Per questo le rassicurazioni generiche su futuri tagli del 20% in bolletta non bastano".

In secondo luogo poi la necessità di un controllo pubblico dei beni comuni e la riforma di Retiambiente. "Lo sviluppo industriale e la governance complessiva dei poli ambientali devono ritornare sotto il controllo dei Comuni e della Regione, respingendo ogni tentativo di privatizzazione dei profitti ambientali. È tempo di superare i feudalismi e i campanilismi che bloccano la governance dei rifiuti nella costa".

Il caso Peccioli mette in luce, secondo il Psi, un limite oggettivo: "oggi il soggetto che gestisce i servizi di raccolta, Retiambiente, non coincide con i soggetti che possiedono gli impianti, i quali restano in capo a società partecipate dai Comuni. Questa separazione rischia di creare rigidità industriali e tariffarie. Riteniamo opportuno avviare nei prossimi mesi una riflessione nella direzione di una maggiore integrazione tra la gestione dei servizi e quella degli impianti, garantendo un più forte coordinamento pubblico".

E ancora "chiediamo che all'ordine del giorno della pianificazione regionale sia posta, con massima urgenza, la risoluzione impiantistica pubblica per i rifiuti speciali. È necessario offrire una risposta definitiva, sicura, trasparente e di lungo termine allo smaltimento dei fanghi industriali, che rappresenta una chiara peculiarità e una criticità del comparto conciario nella provincia di Pisa. La strategia portante della Toscana deve rimanere però - hanno concluso - il potenziamento della raccolta differenziata spinta e il riciclo di materia alla fonte, non serve un impianto affamato di rifiuti".


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