Politica Mercoledì 28 Gennaio 2026 ore 18:20
Questionario sui prof di sinistra, scattano le autodenunce

Il caso del sondaggio diffuso in alcune scuole d'Italia arriva anche nel Pisano: tra le prese di posizioni dei docenti e la polemica politica
PROVINCIA DI PISA — Anche in provincia di Pisa è scoppiata la polemica sul questionario di Azione Studentesca. La formazione giovanile, collegata a Fratelli d'Italia, in questi giorni in più istituti scolastici italiani ha diffuso un form da compilare per gli studenti e le studentesse, con domande che richiedono anche di segnalare i "professori di sinistra".
Un caso che è arrivato addirittura in Parlamento, con le opposizioni - dal Partito Democratico a Italia Viva, passando per Alleanza Verdi Sinistra - che hanno chiesto chiarimenti in merito e condannato l'accaduto.
E mentre alcuni docenti, anche in pensione, si "autodenunciano" sui social, aderendo all'iniziativa di altri professori che, in altre parti d'Italia, hanno pubblicamente dichiarato di essere di sinistra in protesta col questionario, il segretario di Sinistra Italiana di Valdera e Valdicecina, Gianni Ferdani, segue la linea del proprio partito. "Il discorso è ampio e riguarda le più elementari regole democratiche - ha commentato - noi siamo senza indugi dalla parte di chi, usando il dettato costituzionale, indica la via di convivenza civile e di conoscenza storica senza mistificazioni. Inoltre, siamo dalla parte di quei docenti che come indicato all’articolo 33 della Carta costituzionale, concede fiducia agli insegnanti, riconoscendo la loro libertà in quanto educatori di organizzare attività didattiche in piena libertà e nel rispetto dei vincoli dettati dalla Costituzione".
"Le liste di proscrizione promosse da Azione Studentesca sono un atto di puro squadrismo. Rispondiamo a questa intimidazione con la Resistenza nel cuore e la Costituzione in mano - hanno aggiunto Dario Danti, segretario regionale di Sinistra Italiana e assessore a Firenze, e Filiberto Zaratti, deputato di Avs - schedare gli insegnanti perché parlano di antifascismo è un metodo che richiama i periodi più bui della nostra storia. La scuola non è un tribunale ideologico al servizio della propaganda di destra, ma il presidio del sapere critico. L’antifascismo non è un’opinione ‘di parte’, è il fondamento della Repubblica e insegnarlo è un dovere".
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