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Attualità domenica 25 luglio 2021 ore 07:00

​Quando Pontedera ebbe l'acqua potabile

Sia pure in grave ritardo, visto le pandemie e i problemi conseguenti, è uscito il 37° "Almanacco Pontederese". Forse il più significativo e sorprendente di tutti, come nel caso.



PONTEDERA — Pontedera fu una delle ultime città di una certa importanza ad avere l'acqua in casa. Arrivò a inizio secolo scorso dal bientinese (e qualche bientinese se ne lamentò) e fu il più importante passo avanti nella sviluppo della città. Nel 1861, alla nascita dell'Italia unita (Roma a parte fino al '70) Pontedera aveva diecimila abitanti. Ora siamo alla vigilia dei trentamila, compreso gli stranieri in numero di circa quattromila, mentre si passano i 50 mila che tutti i giorni, e venendo anche da fuori, animano Pontedera.

Ma è gustoso, a esempio, il racconto di un medico ottocentesco che l'Almanacco 2021 ci racconta. Protagonista il dottor Stefano Reali che scopri come un pozzo nella zona Cappuccini avesse un'acqua purgativa. Ed ecco cosa scrisse il Reali."A dì 31 marzo 1853. 

"Attestati da me sottoscritto Medico Condotto in Pontedera che l'acqua esistente nel pozzo di proprietà del signor Antonio Tamberi (cognome pontederese) annesso alla sua propria casa di abitazione posta in questo paese (Pontedera) e segnatamente nella via dei Cappuccini in prossimità della strada ferrata Leopolda, acqua di sapore un poco salso (non proprio buono da bere) ma non ingrato, alla dose di circa 8 bicchieri ordinari per un adulto, è dotata di virtù purgativa e deostruente, producendo delle scariche alvine (parola del linguaggio medico) assai abbondanti, senza il minimo dolore. A piccole dosi continuate per sperimentata in infinite volte nell'itterizia, nella malattie del fegato e della milza... ha sempre prodotto buonissimi e salutari effetti da doverla riporre a pari colle rinomate atte del tettuccio...".

Insomma, centosessantotto anni fa c'era a Pontedera un acqua cosi depurativa da parificarla a quella di Montecatini col suo rinomato tettuccio.
Ce ne dà notizia "L'Almanacco pontederese" giunto alla sua 37a edizione e uscito con più di mezzo anno di ritardo a causa della pandemia. L'Almanacco di quest'anno è davvero da leggere tutto da cima a fondo.

Ad esempio, l'Almanacco ci racconta come l'11 giugno del 1876 vennero inaugurati l'ospedale Felice Lotti, un pregio tuttora pontederese, e il monumento dedicato ai pontederesi caduti nelle patrie battaglie. Monumento accolto sotto le logge del Palazzo Pretorio e poi 'scomparso' nel dopoguerra per ragioni politiche (di sinistra).
L'Almanacco ci ricorda anche che il 28 luglio del 1922, novantanove anni fa, circa duemila fascisti soprattutto fiorentini, empolesi e così via, occuparono Pontedera per provocare, riuscendoci, la caduta della giunta socialista che tornerà a governare insieme a quella comunista ventitré anni dopo il periodo mussoliniano.

Molto altro troverete nell'Almanacco, foto, poesie, storia. Tutto la leggere con grande interesse e, piacere.      


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