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sabato 20 luglio 2019

Attualità sabato 06 giugno 2015 ore 16:30

"Qui si fa razzismo verso gli italiani"

Marrica Giobbi attacca: "Tutti i comfort ai profughi"

Secondo Marrica Giobbi vengono usati due pesi e due misure: "Agli stranieri tutti i comfort, anche la wifi. A Katiuscia e Franco invece niente"



VICOPISANO — “Un razzismo al contrario. L’Amministrazione accoglie i migranti a braccia aperte, ma perché non aiuta anche Katiuscia e Franco che hanno dormito per settimane in auto e ora dormono in roulotte?”. Marrica Giobbi, esponente della lista Per i cittadini non ci sta e attacca la maggioranza che pochi giorni fa aveva annunciato l'arrivo sul territorio vicarese di tre donne profughe, di cui due in attesa di un figlio.

Secondo Giobbi c'è grande disparità tra come vengono trattati gli italiani e come vengono accolte le persone che giungono da stati in cui soffrono la fame o vivono quotidianamente la guerra: “L’Amministrazione accoglie i migranti con toni trionfalistici e li ospita in un appartamento individuato grazie alla disponibilità e alla generosità dei cittadini. Non sappiamo se sarà loro riconosciuto lo status di rifugiati politici, che viene attribuito in minima percentuale, o se rientreranno nell’affollatissima schiera dei migranti economici. L’assessore Bertini, sfoggiando entusiasmo a non finire, si spertica ad elogiare il proprio operato, si compiace di non far mancare nulla ai nuovi arrivati, sottolineando che l’assessorato alle politiche sociali è sempre attivo di fronte alle situazioni di disagio. Ma se così fosse, senza alcuna esitazione, avrebbe dovuto dimostrare lo stesso slancio affettuoso, per Katiuscia e Franco, i due ragazzi che per tre settimane, non sapendo dove andare, sono stati costretti a dormire rattrappiti in uno spazio angusto all’interno di un abitacolo, una sorta di rottame che con molta fantasia si può definire un’automobile. Ridotti allo stremo, sono riusciti a farsi prestare per qualche giorno una roulotte e nonostante le lamiere rese roventi da un sole che non perdona, di notte, rinfrescata la temperatura, riescono a sdraiarsi in qualche modo. Vivono in condizioni igieniche disumane: senza luce, senza bagno, non sanno come lavarsi o poter fare un bucato e in queste modalità che non si augurano neanche al peggior nemico, privi di sostegni economici e con il morale sotto i tacchi, anche se animati dalla voglia di riscatto, girano come trottole per trovare una sistemazione più accettabile e uno straccio di lavoro. Mentre si accolgono gli immigrati con toni trionfalistici, due ragazzi vicaresi indigenti che chiedono legittimamente di essere messi nelle condizioni di ripartire per avviarsi alla normalità, vengono abbandonati al loro destino. Il comune ha promesso un contributo che gli verrà dato quando riusciranno per proprio conto a trovare un alloggio in locazione, che nessuno è però disposto a concedere perché non possono offrire garanzie: non lavorando non hanno una busta paga da esibire, condizione non richiesta a chi asbarca sulle nostre coste”.

Secondo l'esponente della minoranza, in conclusione c'è a chi viene dato tutto e chi niente, in una sorta, secondo il pensiero di Giobbi, di razzismo invertito: “Due pesi e due misure: mentre agli immigrati lo stato garantisce vitto alloggio, servizio sanitario, wi-fi ed ogni altro confort in maniera gratuita e celere, gli italiani non hanno diritto a questo tipo di assistenza e subiscono dalle istituzioni l’affronto della discriminazione e del razzismo a proprio danno”.



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