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domenica 17 novembre 2019

Attualità sabato 27 agosto 2016 ore 16:15

Semaforo, delusione del comitato del no

Baldini Orlandini guarda il divieto di sosta che indica l'inizio dei lavori (da lunedì 29 agosto a giovedì 22 settembre)

Baldini Orlandini ha commentato la decisione del Comune di procedere con l'installazione dell'impianto nonostante le 600 firme contrarie raccolte



TERRICCIOLA — "Delusione. Prima di tutto, al di là della politica, al di là delle battaglie, c’è tanta delusione tra la maggioranza degli abitanti di Selvatelle. Perché pensavamo che avrebbe prevalso il buon senso, eravamo convinti che prima di tutto l’amministrazione comunale avrebbe ascoltato la voce dei cittadini. E invece no". Sfogo amaro di Elena Baldini Orlandini, consigliere d'opposizione e capofila del comitato del no.

La giovane consigliere aveva raccolto personalmente le firme di chi era contrario: "Il sindaco, rappresentante della nostra comunità e quindi, almeno in teoria, garante assoluto del benessere dei residenti sul territorio comunale di sua competenza, ha scelto di andare avanti. Sola contro tutti. O meglio, sola contro 605 firme di persone che l’hanno invitata, con un gesto del tutto legittimo e pacifico, a ripensare alla sua scelta. Abbiamo sperato fino all’ultimo in uno slancio democratico della giunta, in un’assemblea pubblica per illustrare i benefici di un’opera che costerà 80mila euro e di cui, ancora oggi, molti cittadini, non hanno compreso a pieno l’utilità. Abbiamo aspettato che dalla segreteria del sindaco arrivasse la convocazione di un incontro popolare, lo abbiamo chiesto, ci abbiamo sperato. E invece abbiamo avuto possibilità di parlare col sindaco soltanto per poche ore, in poche occasioni, in incontri più simili a un ricevimento scolastico per genitori piuttosto che a un dibattito paesano, basato sullo scambio civile di opinioni e di pensieri". 

"Era stato promesso - ha concluso Baldini Orlandini - che la voce di 605 abitanti sarebbe stata tenuta di conto, ma ecco che è arrivata la comunicazione di avvio dei lavori. Un semaforo a Selvatelle, a un incrocio con una traversa del paese transitata da una manciata di auto al giorno. Un semaforo che, con tutta probabilità, sarà lampeggiante per gran parte della giornata, che sarà guarnito da un sistema di videocontrollo per multare gli automobilisti indisciplinati, come se la Volterrana, nel tratto che attraversa Selvatelle, fosse improvvisamente diventata un’arteria super trafficata. E se non è abbastanza grave il fatto che 605 firme sono state chiuse in un cassetto a prendere polvere, c’è da considerare il totale disinteresse dell’amministrazione nei confronti delle proposte alternative al semaforo, che sono state presentate all’amministrazione. Un dissuasore di velocità, come quello installato alle porte di Capannoli, per esempio, che in pochi mesi ha già dimostrato di essere strumento efficace contro chi è abituato a viaggiare a velocità elevata in auto. Ogni suggerimento, ogni invito alla discussione collettiva, ogni richiesta di chiarimento pubblico: tutto è stato quasi completamente ignorato. Resta la delusione di un popolo, quello di Selvatelle, che ha provato fino all’ultimo a farsi sentire, ma che è stato soffocato dal potere decisionale di chi ha ritenuto giusto agire senza consultare una grossa fetta dei propri elettori. Noi continuiamo a sperare nella democrazia, vogliamo continuare a credere che qualcuno, prima o poi, ascolti ciò che abbiamo da dire. E rinnoviamo l’invito all’amministrazione, affinché si prenda un momento per dialogare con i cittadini di Selvatelle. Almeno con quei 605 che hanno firmato per dire No al semaforo, che oggi sono delusi, ma che non hanno perso la speranza di essere ascoltati".



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