QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PONTEDERA
Oggi 8° 
Domani -3°6° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
domenica 20 gennaio 2019

Cronaca mercoledì 26 settembre 2018 ore 12:15

"Dalle prime stime mille ettari andati a fuoco"

Rossi, a destra i sindaci di Calci e Vicopisano, Ghimenti e Taglioli
Rossi, a destra i sindaci di Calci e Vicopisano, Ghimenti e Taglioli

Lo ha dichiarato il governatore Rossi, ancora sui luoghi degli incendi. Primo bilancio di Coldiretti: "Quindici anni per rivedere i boschi"



PISA — "Da una prima ricognizione la stima della superficie bruciata è di circa mille ettari. In questo momento sono ancora attivi due fronti di fuoco, verso Vicopisano e Buti". Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, da stamani sul posto per seguire direttamente le operazioni che impegnano da molte ore gli uomini della protezione cvile regionale, i vigili del fuoco, i volontari.

"Al momento - ha aggiunto Rossi - Abbiamo due elicotteri regionali che dovrebbero diventare quattro. A Calci sono 300 le persone costrette ad uscire dalle proprie abitazioni, di cui 30 ospitate in alberghi ma, nel primo pomeriggio, non essendo prevista la proroga dell'ordinanza di evacuazione dovrebbero rientrare nelle proprie abitazioni. Nel territorio di Calci, come ci è stato comunicato dal sindaco, purtroppo ci sono alcuni casi, isolati, di immobili bruciati"

"A Vicopisano le persone evacuate sono circa 500, di cui 200 in grado di rientrare in casa già da stasera. Degli altri solo una decina dovrà essere alloggiata in albergo. Nel frattempo si dovrà capire che danni hanno avuto le case e quindi se e quanto possono rientrare".

Previsioni meteo: "Sul fronte del meteo le previsioni valide fino alle 17 segnalano venti in attenuazione - ha spiegato Rossi - con tendenza a ruotare più a est che a nord-est e quindi in modo favorevole rispetto all'evoluzione dei due incendi".

Intanto Coldiretti ha tracciato un primo, drammatico, bilancio dei danni: "Sul Monte Serra ci vorranno almeno 15 anni per rivedere i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo".

Ai costi per gli interventi di emergenza per spegnere le fiamme da terra e con i mezzi aerei e per la necessaria evacuazione si aggiungono quelli per la ricostituzione del patrimonio boschivo ma il fuoco – ha sottolineato Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - ha pesanti effetti anche dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità, con animali morti e piante secolari distrutte e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici”.

"Nelle foreste andate a fuoco - ha aggiunto la Coldiretti – saranno impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, delle castagne e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi".

"Le fiamme hanno risparmiato la Certosa di Calci, secondo monumento pisano per visite dopo Piazza dei Miracoli, ma non hanno avuto pietà delle diecimila piante di ulivo anche secolari– hanno aggiunto - sono stati distrutte dall’incendio che ha colpito anche vigneti e castagneti e ha minacciato abitazioni rurali e alcuni agriturismi che sono stati costretti ad evacuare con una stima salita ad oltre 6 milioni di euro di danni solo per l’agricoltura con gli ulivi che dovranno essere ripiantati e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre".

Coldiretti ha riassunto in cinque punti i danni provocati dagli incendi:

1) Costo degli interventi per emergenza

2) Perdita di biodiversità per danni alla fauna e alla flora con boschi di querce, di faggio,

di castagno, di cerro ma anche funghi ed erbe aromatiche.

3) Impedite nelle aree a fuoco tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta

della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi

che coinvolgono a settembre decine di migliaia di appassionati.

4) Almeno cinque anni affinché gli ulivi ripiantati tornino a produrre

5) Difficoltà per turismo e agriturismo per calo delle presenze nelle aree coinvolte



Tag

Ultimi articoli Vedi tutti

Politica

Attualità

Politica

Lavoro