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Cronaca mercoledì 04 giugno 2014 ore 18:16

Truffa telematica da oltre 10mila euro a un'associazione di Pontendera

A compiere i prelievi indebiti dal conto corrente è stato un cittadino straniero, attraverso un'operazione di phishing



PONTEDERA — La truffa era partita da Pontedera quando uno straniero di 38 anni del Benin, D.K. le sue iniziali e residente a Lodi ha clonato la pagina iniziale di una nota banca del territorio ed è riuscito a frodare un'associazione di Pontedera.

Lo straniero ha creato in pratica una falsa home page di un noto istituto di credito e ha aspettato che la vittima inserisse i suoi codici per fare operazioni on line. Una volta entrato in possesso dei codici è rientrato sul conto corrente dell'associazione pontederese e ha trasferito il denaro su un altro conto corrente aperto a Lodi in Lombardia. Poi 7mila euro sono stati spostati su un terzo conto corrente probabilmente in Africa. Su quest'ultimo sono ancora in corso le indagini della polizia.

Appena i responsabili dell'associazione si sono resi conto di quanto era accaduto sul proprio conto corrente hanno fatto denuncia al commissariato di polizia di Pontedera, che con la collaborazione della squadra mobile di Lodi è risalita all'istituto di credito e al conto su cui il denaro era stato trasferito. Quando il 38enne africano si è recato in banca per estinguere il conto corrente, ha trovato gli agenti che lo aspettavano. Una volta arrestato lo straniero, che ora dovrà rispondere del reato di riciclaggio internazionale di denaro proveniente da attività delittuose, ha confessato che operava per conto di alcuni soggetti residenti in Inghilterra, che gli hanno fornito materiale informatico e tecniche per mettere a segno la truffa promettendogli di lasciargli parte del denaro rubato a lavoro fatto. A casa dello straniero la polizia ha trovato anche altre prove che attestano la sua attività criminale ovvero le truffe informatiche.

Adesso il 38enne rischia una condanna che potrebbe arrivare anche a 12 anni di reclusione. Intanto da Pontedera sono partite una serie di indagini internazionali per individuare i presunti complici o organizzatori delle truffe telematiche.  


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