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Cronaca martedì 04 giugno 2013 ore 17:05

Tubercolosi: lunedì lo screening su tutta la classe



Il primario di pediatria del Lotti spiega le cause della malattia e le contromisure per evitare il contagio

Pontedera - “La tubercolosi in Valdera e in Italia è una malattia che si presenta molto sporadicamente nei bambini. In 11 anni di attività medica, nel reparto di pediatria dell'ospedale Lotti, da dove passano oltre 20mila piccoli pazienti l'anno, ho visto solo 4 casi”. Insomma non c'è motivo di allarmarsi. A dirlo è il primario di pediatria dell'ospedale Lotti, Amerigo Celandroni, proprio lui ha diagnosticato l'ultimo caso di tubercolosi in un bambino di 9 anni delle scuole elementari pontederesi. “Abbiamo preferito mandare il piccolo paziente in un centro specializzato, ma avremmo potuto curarlo anche noi qui a Pontedera. Per prima cosa – continua il dottore- adesso sottoporremo a screening tutti i bambini della classe, le analisi e gli esami li seguirò io personalmente. Abbiamo convocato tutti bambini della classe e i genitori per lunedì mattina alle 11 qui in reparto e cominceremo tutti i test per appurare se ci sono stati dei casi di contagio, anche se la probabilità è bassa”. La tubercolosi infatti è una malattia infettiva causata da vari ceppi di batteri che può essere definita in tutta Italia, endemica e molto sporadica, la casistica che si verifica in Toscana è praticamente incomprimibile, ovvero talmente bassa che la medicina può fare poco per abbatterla ulteriormente. In passato è stato uno dei flagelli dell'umanità e la sua larga diffusione era legata a condizioni igienico-sanitarie precarie e malnutrizione alimentare. Nella seconda metà dell'ottocento in piena età del positivismo, uno dei principali bacilli che causano la tubercolosi polmonare, fu isolato da Robert Koch. Le condizioni igenico-sanitarie e alimentari migliori, nel corso del '900, ne hanno ridotto in modo drastico la statistica, mettendo il sistema immunitario degli individui in condizione di reagire anche se entrano in contattato con i batteri responsabili dell'infezione, senza sviluppare la malattia. “Per sviluppare la tubercolosi – spiega infatti Celandroni - servono due condizioni di base: la predisposizione, che può esser data ad esempio da un momento di abbassamento della risposta immunitaria e il contatto con l'agente infettivo ovvero con i bacilli. Il contagio comunque avviene attraverso le microscopiche goccioline di saliva emesse con il respiro, quindi da contatti ravvicinati. In ogni modo – precisa il direttore di pediatria dell'ospedale Lotti – anche se un individuo viene in contatto con i batteri che causano la tubercolosi, non è detto che sviluppi la malattia, quindi la probabilità che alcuni compagni di classe siano stati contagiati è abbastanza bassa”.

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