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Cronaca martedì 08 luglio 2014 ore 18:43

Una "bolla sospesa" sul fiume per riqualificare Bocca d'Era

Il progetto della tesi di laurea di Alice Maccanti piace al sindaco Millozzi, che dice: "Proveremo a 'mettergli le gambe'. E' uno stimolo importante"



PONTEDERA — Una terrazza che si sbalza sul fiume, un ponte verso l'acqua che rimane sospeso a sorreggere una bolla trasparente, che a sua volta ricorda una goccia d'acqua dall'interno della quale ammirare e fruire il panorama fluviale a Bocca d'Era. Una terrazza che simbolicamente dovrebbe rinsaldare o ricreare il legame tra i pontederesi e i fiumi del territorio. Queste sono le idee urbanistiche alla base del progetto che un architetto di Montecalvoli di appena 22 anni, Alice Maccanti ha sviluppato nella sua tesi di laurea ripensarndo Bocca d'Era come cerniera tra la terra e il fiume, tra la vita della natura e quella della città. Un progetto avveniristico e la cui realizzazione non è da escludere, magari in parte rivista e calata nel contesto urbano. Il progetto sarà presentato ufficialmente in occasione dell'inaugurazione per l'estate 2014 dei viaggi del Battello fluviale giovedì prossimo alle 17. Una tesi che in qualche modo prende le mosse proprio dall'idea che sei anni fa, sfidando anche le critiche di molti portò il Comune di Pontedera a mettere in acqua un battello per navigare il fiume.

A spiegare il progetto di riqualificazione è proprio Alice Maccanti. “Ho immaginato l'effetto che produce un sasso quando cade nell'acqua, dopo ne ho ribaltato l'effetto ed è venuta una bolla trasparente” dice la giovanissima Alice Maccanti, parlando del progetto nella tesi di laurea in architettura che prevede una grande terrazza, la bolla trasparente appunto, nella zona di Bocca d'Era, una delle sette aree da riqualificare che il comune di Pontedera ha indicato lungo i due fiumi cittadini.

“Ho conosciuto le tematiche fluviali di Pontedera – spiega Alice – grazie al mio professore dell'università l'architetto Andrea Mannocci presidente dell'Urban center, mi sono subito appassionata”.

La grande terrazza, nell'idea di Maccanti dovrebbe avere dimensioni di circa cinquanta metri per venticinque: “Sarebbe un segno distintivo della città, potrebbe essere visibile dal fiume, ma anche dalla Tosco romagnola e fungerebbe da tramite tra la città e i fiumi, cercando di ristabilire un contatto tra l'abitato e i corsi d'acqua”. Il progetto di riqualificazione delle aree vicino ai fiumi infatti nasce anche dall'esigenza di ricreare un antico legame: “Dopo le alluvioni, dei decenni passati, c'è stata una tendenza alla protezione, giustamente. Questo però ha comportato una graduale esclusione dei fiumi dalla vita degli abitanti: argini alti, nessuno approdo praticabile, edifici che non hanno le facciate rivolte ai corsi d'acqua, insomma una cesura tra fiume e tessuto urbano”.

Il progetto del giovane architetto prevede una terrazza in tubolari e Efte, ma anche una piattaforma in legno impermeabile al livello del fiume che potrebbe ospitare bar, tavolini, servizi e anche un piccolo anfiteatro: “La bolla-terrazzo sarebbe completamente trasparente e coperta, ma con l'Efte (un materiale plastico resistente nel tempo e agli sbalzi di temperatura) non ci sarebbe caldo in estate, è progettata per avere dei cuscinetti termici d'aria che stabilizzano la temperatura che si desidera”. Oltre alla visione panoramica la terrazza avrebbe anche altri utilizzi: “Al suo interno potrebbero essere ospitate anche mostre, in più grazie alla forma a sbalzo servirebbe come copertura del piccolo anfiteatro che nascerebbe dove oggi c'è il locale che si chiamerà Arnera”.

Insomma un progetto complesso e sincretico che andrebbe a riportare la vita dei cittadini lungo l'argine del fiume, che ha entusiasmato anche il sindaco Simone Millozzi che non nasconde: “Dalla questione del battello è scaturita una tesi di laurea. Questo dimostra che la nostra idea di valorizzare il fiume non era assurda, il fatto che una ragazza di 22 anni si laurei in architettura con un lavoro che pone l'accento sulla valorizzazione di quest'area, per noi amministratori deve essere uno spunto importante, dal quale iniziare una riflessione. E' un progetto impegnativo anche dal punto di vista della risorse, ma la riflessione sta proprio sul fatto di valorizzare la creatività della studentessa che ha concepito questa idea. Cercheremo di metterle le gambe, appena le risorse lo permetteranno, magari attraverso una serie di start up. Non dico che il progetto deve essere realizzato come è stato pensato, ma ci possiamo lavorare non appena sarà possibile anche economicamente”. L'idea quindi è piaciuta a Millozzi che la ritiene un punto di partenza sul quale riflettere e vedere se ci sono i presupposti per darle attuazione.

Il progetto di riqualificazione e recupero degli spazi fluviali di Alice Maccanti non si ferma però alla zona di Bocca d'Era. “Allargando la riflessione ai comuni limitrofi – continua Maccanti - e considerando i livelli di sicurezza raggiunti, che permettono da qualche anno la navigabilità di una parte del fiume, le prospettive di crescita e valorizzazione si estendono anche alla navigabilità del fiume: “Da anni si lavora per recuperare questo patrimonio, sia paesaggistico che funzionale. Adesso è percorribile la tratta Pontedera-Castelfranco, il sogno è rendere navigabile il tratto da Firenze a Pisa, un obiettivo raggiungibile invece è Calcinaia-San Miniato”. Sarebbe un investimento che avrebbe ricadute turistiche ed economiche: “Il fiume inoltre potrebbe servire anche a trasportare merci e persone, penso a dei battelli con delle fermate e degli orari stabiliti. Servirebbe un approdo per ogni località. Sarebbe un ulteriore riqualificazione del fiume”.



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