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Spettacoli mercoledì 28 gennaio 2015 ore 11:45

Una macchina dei ricordi che impedisce le bugie

La prossima stagione è il nuovo spettacolo di e con Michele Santeramo. La storia racconta di una coppia in dieci episodi dal 2015 al 2065



PONTEDERA — Lui e lei, dal 2015 al 2065, con un macchinario che fa vedere tutti i ricordi e nega la possibilità di mentire. Andrà in scena giovedì, venerdì, sabato e domenica La prossima stagione, il nuovo spettacolo di e con Michele Santeramo, prodotto dal Teatro Era.

Santeramo, 41 anni, drammaturgo d'eccezione è uno degli scrittori italiani più attivi e originali degli ultimi anni e i suoi lavori a teatro gli sono valsi numerosi premi e la nomination con Il guaritore (andato in scena anche al Teatro Era) al premio Ubu.

La prossima stagione racconta la storia di Viola e Massimo, moglie e marito, mostrati al presente in sei momenti della loro vita, a distanza di dieci anni l’uno dall’altro, dal 2015 al 2065, per cercare una risposta a come le vite delle persone saranno costrette a modificarsi, accontentarsi, piegarsi, perché intanto il mondo sarà cambiato ma le persone continueranno ad avere le stesse pulsioni profonde, gli stessi desideri, le stesse passioni. Viola e Massimo passano tra gli stravolgimenti imposti dal modo nuovo di vivere: un macchinario che permette di vedere i ricordi li costringerà a raccontarsi ogni verità; i soldi spariscono e al loro posto, per pura democrazia, viene usato il sangue; la morte è obbligatoria e si prenota ad orario e giorno esatti; i pasti sono sostituiti da barrette energetiche complete.

La prossima stagione andrà in scena giovedì 29, venerdì 30, sabato 31 gennaio alle 21 mentre domenica 1 febbraio alle 18.

Inoltre sabato 31 gennaio alle 19 è in scena Al forestér, vita accidentale di un anarchico con testo di Matteo Bacchini, regia e intepretazione di Savino Paparella e produzione Teatro del Tempo. Protagonista del racconto è Antonio Cieri, soldato di leva, ferroviere, anarchico, antifascista, morto su una collina spagnola in un giorno di aprile. Al forestér è un monologo a più voci. Lo spettacolo nasce da un’idea di libertà, la storia di come un ragazzo diventa un uomo e di come un uomo diventa un uomo libero.

I moti di Ancona, le barricate di Parma, l’esilio in Francia e la guerra di Spagna, sempre dalla parte sbagliata, dalla parte degli sconfitti. Una vita accidentale e piena di immaginazione. Lo spettacolo immagina la storia personale di Cieri, un uomo quasi sconosciuto, che pensava poesie, pensava in abruzzese e combatteva sempre dalla parte sbagliata. Destinato a essere forestiero in ogni luogo, a casa in ogni luogo.


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