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Attualità lunedì 24 ottobre 2022 ore 18:00

Ricerca sul long Covid, "Donne più esposte"

Lo studio condotto all'interno delle zone di Alta Valdicecina e Valdera ha rilevato la maggior probabilità per le donne di avere sintomi prolungati



VOLTERRA — Oltre 750 pazienti con long Covid studiati nell'arco di oltre due anni, tra le zone dell'Alta Valdicecina e della Valdera. Una ricerca che, oggi, permette all'Azienda Usl Toscana nord ovest di concludere che le donne sono più soggetti ai sintomi prolungati dell'infezione.

"I nostri dati, presentati al congresso internazionale della European Respiratory Society di Barcellona, confermano che le donne hanno più probabilità di essere afflitte rispetto agli uomini - ha spiegato il dottor Guido Vagheggini, referente pneumologo per l'insufficienza respiratoria cronica del Dipartimento di Medicina specialistica - essere donna rappresenta un fattore di rischio indipendente per l'insorgenza di long Covid, sia tra i soggetti che sono stati ospedalizzati, sia in quelli trattati a domicilio. Abbiamo anche riscontrato alcune differenze nei sintomi: rispetto ai maschi, le femmine riferiscono più frequentemente difficoltà respiratoria, difficoltà di concentrazione ed affaticamento".

"Non è ancora chiaro perché il long Covid colpisca un soggetto piuttosto che un altro - ha aggiunto - ma sembra che ci sia una correlazione con la persistenza di uno stato di infiammazione prolungato. Sembrerebbero più colpite le donne quarantenni, cinquantenni e sessantenni e i soggetti con malattie croniche".

La ricerca è stata inoltre inserita nel programma di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità e i dati raccolti, insieme a quelli degli altri centri che in Italia si stanno occupando di long Covid, serviranno a comprendere meglio l’andamento e la prevalenza della malattia.

"Dovremo fare i conti ancora per un po’ con le problematiche del long Covid e non dobbiamo commettere l'errore di sottovalutarlo - ha concluso - anche se non lascia morti dietro di sé e non riempie gli ospedali, può costituire un'emergenza sanitaria insidiosa, con un’importante impatto sia individuale sia sociale".


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