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Cultura lunedì 31 marzo 2014 ore 16:55

Scienziati a confronto per costruire il robot "flessibile"

Un meeting per creare un robot "soft" come un polpo e resistente come una macchina. Questa la nuova frontiera della robotica



PONTEDERA — La robotica si evolve e diventa soft. L’evoluzione naturale della robotica verso molte sue applicazioni di servizio è rappresentata dalla “soft robotics”, che prevede l’utilizzo di materiali non rigidi ma soft, per sviluppare una nuova generazione di robot. Proprio alla “soft robotics” e in particolare al progetto RoboSoft è dedicato il primo meeting di due giorni, apertosi questa mattina e in corso alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Pontedera, a cui partecipano i maggiori esperti robotici e scienziati europei nell’ambito della soft robotics, riuniti per affrontare in modo coordinato le nuove sfide scientifiche e tecnologiche e per sfruttare al massimo le potenzialità di questo ormai affermato settore della ricerca robotica. RoboSoft è una coordination action finanziata dalla Commissione europea nello schema Fet-Open (Future and Emerging Technologies) ed è coordinata da Cecilia Laschi, direttore vicario dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con durata di progetto fissata in tre anni, durante i quali saranno organizzati ulteriori meeting e workshop internazionali per condividere le linee di ricerca e per definire le future roadmap, oltre a scuole estive per formare una nuova generazione di robotici e di ingegneri nell’ambito della “soft robotics”. Oltre all’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna al consorzio “RoboSoft” partecipano l’Istituto federale svizzero di tecnologia di Zurigo e l’Università di Bristol, in Inghilterra.

“L’area di ricerca della soft robotics – commenta Cecilia Laschi, che insieme al direttore dell’Istituto di BioRobotica Paolo Dario ha aperto il meeting - è relativamente nuova ma è in crescita e necessita di conoscenze provenienti da discipline diverse, non soltanto dalla robotica ma da altre aree tecnologiche, come la scienza dei materiali, l’elasto-dinamica, le scienze della vita e, per questo motivo, risulta necessaria e utile un’azione di coordinamento”. La soft robotics indica una direzione per lo sviluppo di applicazioni legate alla robotica di servizio .“Robot soft, a rigidità variabile, possono interagire con l’ambiente e con le persone in maniera più sicura – continua Cecilia Laschi - e possono trovare applicazione in ambito biomedico, in chirurgia o in riabilitazione o in assistenza, come in situazioni di emergenza o nelle esplorazioni. Nella robotica marina ne costituiscono esempi a guida italiana i progetti Octopus e PoseiDRONE”, quest’ultimo finanziato anche dalla Fondazione livorno della Cassa di Risparmi ed entrambi sviluppati proprio all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in particolare al Centro sulle tecnologie del mare e la robotica marina, ospitato allo Scoglio della Regina, a Livorno.

Octopus mira a carpire i segreti che nascondono la destrezza e l'intelligenza dell'octopus vulgaris, il comune polpo, per riprodurli in una nuova tipologia di robot marini dal “corpo” morbido per intero e permettere complicate applicazioni marine in tema di pulizia, di esplorazione, di monitoraggio delle acque, utilizzabili perfino in operazioni di soccorso avendo la capacità di agire con sicurezza e affidabilità negli ambienti dove l’azione degli uomini si potrebbe rivelare pericolosa. PoseiDRONE è invece costituito per la maggior parte da materiali come gomma o silicone e si ispira ai polpi, alle seppie, ai calamari nella forma e nella destrezza delle sue capacità motorie. Questo robot è in grado di nuotare, di camminare e di manipolare oggetti in acqua e, grazie al suo essere morbido, può deformarsi adattandosi agli spazi angusti. PoseIDRONE presenta un’altra caratteristica che lo rende unico nel campo della robotica subacquea: può sopportare urti violenti senza riportare danni o ammaccature. Queste caratteristiche sono inedite nel campo della robotica subacquea e rendono PoseiDRONE adatto all’impiego con compiti di ispezione, di manutenzione e di sorveglianza per strutture sommerse o per ambienti di pregio storico e naturalistico.



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