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Attualità Lunedì 06 Aprile 2026 ore 12:05

Tumore al seno, una mostra racconta il buio e la rinascita

Un progetto di Non più sola, visitabile alla Torre Civica. La presidente: "L'esposizione diventerà itinerante, poi un'asta con le opere"



BIENTINA — Storie di rinascita raccontate attraverso un progetto che mette insieme arte, sensibilizzazione, introspezione e sostegno alla ricerca per accendere i riflettori su un percorso spesso poco raccontato della malattia oncologica: quello che arriva dopo la diagnosi e dopo le cure del tumore al seno. L’iniziativa prende forma attraverso una mostra di dipinti e foto nata da un percorso avviato un anno fa da Non più sola Pontedera e Volterra, l’associazione che da vent'anni è al fianco delle donne, dal momento della diagnosi, all’intervento, durante e dopo le terapie e fino a tutto il periodo di riabilitazione. 

Si chiama "Ri-nascita. Oltre il tumore al seno, cicatrici che non nascondono ma raccontano" l’esposizione che aprirà i battenti alla Torre Civica di Bientina dall’11 Aprile ma che poi "diventerà itinerante - ha annunciato Laila Gabbrielli, presidente di Non più Sola - perché la nostra intenzione è quella di riproporla prima nell’atrio dell’ospedale Lotti e a Volterra e poi magari in altri luoghi della Valdera. Al termine dell’intero iter, probabilmente in autunno, indiremo un’asta durante la quale vorremmo vendere le opere per autofinanziare la nostra associazione”.

Così sei donne hanno affrontato un cammino individuale con la presenza della psicosessuologa Elena Magni. Hanno parlato di se stesse, con smarrimento iniziale, paura e commozione, mettendosi a nudo. Sono partite dalla scoperta del cancro, dalla ferita, e hanno toccato il dolore fisico e psicologico. Poi due pittori, Marco Manzi e Sabina Buti, che è anche infermiera nel reparto di senologia del Lotti, hanno riportato su tela le esperienze. Lo stesso hanno fatto ma con un’arte diversa, quella della fotografia, due fotografi dell’associazione La Torre. 

Così dal profilo nero simbolo del buio della malattia, del tunnel, alla luce e ai colori della cura e del percorso di rinascita. “Il percorso è durato un anno - ha concluso Gabbrielli - ed è stato al tempo stesso un lavoro complesso, faticoso ma anche affascinante, con il desiderio che ogni donna, con i propri tempi e le proprie caratteristiche, potesse riuscire a tirar fuori la sofferenza, a trovare la libertà e a riconoscersi di nuovo. Le donne che hanno deciso di partecipare al progetto l’hanno fatto in modo coraggioso senza filtri e senza tirarsi mai indietro, creando occasioni di condivisione e di testimonianza”. La mostra sarà visitabile alla Torre Civica dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19,30, la domenica anche di mattina. 

Paola Silvi
© Riproduzione riservata


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