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Politica giovedì 31 marzo 2022 ore 19:35

Un posto da sindaco e il domino politico

Bientina vista dall'alto
Foto di: Piero Frassi

Da Bientina potrebbe cominciare un valzer che farebbe danzare la Regione e il Parlamento Europeo. Il 2023 anno di cambiamenti per tre donne del Pd?



BIENTINA — Date e calcoli, ruoli e incarichi. Poteva sembrare un giro di giostra piuttosto tranquillo, quello del 2022, schiacciato tra le elezioni politiche del 2023 e le amministrative condite con le europee del 2019. Eppure, anche in un anno un po’ sonnacchioso per la Valdera, c’è da drizzare le orecchie.

Tutto parte da Bientina, unico Comune del territorio che segue la “linea lucchese”, votando per l’elezione del sindaco proprio nel 2022. Intanto, la premessa: soltanto oggi, 31 Marzo, il Consiglio dei ministri ha reso nota la data unica della tornata di elezioni amministrative, che si terranno il 12 Giugno, contestualmente al referendum sulla giustizia. 

A Bientina, dicevamo. Qui il sindaco in carica Dario Carmassi, eletto nel 2017 e al suo primo mandato, potrebbe essere insidiato nella rielezione - sempre se vorrà riprovarci - da una lista creata ad hoc da Corrado Guidi, suo predecessore tra il 2007 e, appunto, il 2017. Pare, infatti, che il passaggio di testimone di 5 anni fa tra sorrisi e brindisi sia andato rapidamente in archivio. Voci su una possibile frattura circolavano da tempo e il silenzio di entrambi a un paio di mesi dal voto non pare sinonimo di pace.


Se non dovesse ricucirsi l'eventuale strappo, Bientina si potrebbe trovare a dover scegliere tra due candidati del centro-sinistra, mentre dalle parti del centro-destra, per il momento, tutto tace.

Lo scenario, comunque, si allarga. Perché la vice di Carmassi, Barbara Frosini, con delega al Sociale e impegnata nella Conferenza delle donne democratiche, non solo potrebbe essere alla testa della lista alternativa del marito Guidi, ma anche una ipotetica, nuova consigliera regionale.

In questo caso, si ragiona per ipotesi. Le politiche della primavera 2023 potrebbero portare la segretaria regionale del Partito democratico, Simona Bonafè, alla candidatura in Parlamento. Se così fosse e se l’elezione andasse a buon fine per lei, l’Europarlamento avrebbe bisogno di rimpiazzarla.

A quel punto, i riflettori dovrebbero spostarsi su Alessandra Nardini. L’attuale assessora regionale, infatti, dopo l’ingresso a Bruxelles di Camilla Laureti in sostituzione del compianto David Sassoli, risulta essere la prima dei non eletti nell’Italia Centrale. Un domino, insomma, che potrebbe portare tre donne del Pd a cambiare ruolo entro l’estate del 2023: Bonafè alla Camera, Nardini all’Europarlamento e Frosini, anche lei prima dei non eletti in Provincia di Pisa, al Consiglio regionale.

E se il 2022 doveva essere soltanto un anno di passaggio, figuriamoci cosa potrebbe accadere nell’anno delle elezioni politiche.

Pietro Mattonai
© Riproduzione riservata


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