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Attualità mercoledì 06 luglio 2016 ore 15:00

"Il rispetto delle persone è la formula vincente"

Yassine El Ghlid

Nel giorno della festa di fine Ramadan, il consigliere comunale di origini musulmane Yassine El Ghlid riflette sulla polemica del crocifisso



CALCINAIA — "Per quel che riguarda la mia personale esperienza di vita, Calcinaia e la Valdera sono un esempio di come il rispetto reciproco delle persone, ancora prima che della religione, sia la formula vincente per la convivenza di etnie e culture diverse". Così, nel giorno che segna la fine del Ramandan, il lungo mese del digiuno, parla il consigliere comunale con delega all'integrazione Yassine El Ghlid, calcinaiolo doc ma di origini marocchine e musulmane.

Nella mattinata di mercoledì 6 luglio si è svolta una festa religiosa nella palestra di Fornacette, da sempre ceduta dal Comune alla comunità musulmana per celebrare le loro preghiere più importanti. Un gesto compiuto anche dalla neo sindaca leghista di Cascina, Susanna Ceccardi, che però in cambio ha chiesto alla comunità senegalese una chiara presa di posizione contro gli attentati di Dacca e di condanna al fondamentalismo islamico.

Una condanna giusta da manifestare, anche secondo il consigliere El Ghlid, il quale piuttosto la pensa diversamente riguardo i fatti legati all'esposizione del crocifisso che hanno visto protagonista la stessa Ceccardi e che hanno provocato la reazione di molti, fra cui i sindaci Simone Millozzi e Renzo Macelloni e don Armando Zappolini.

"Credo che non possa decidere qualunque cittadino dotato di una certa autorità o autorevolezza o presunta tale perché nel bene o nel male ci saranno sindaci cristiani e sindaci laici - ha commentato El Ghlid in merito al crocifisso in luoghi istituzionali e pubblici -, e allora che facciamo, lo togliamo e rimettiamo in base al sindaco?
La Corte Europea ha osservato che un crocefisso opposto su un muro è un simbolo passivo, la cui influenza sugli alunni non può essere paragonata a un discorso didattico o alla partecipazione ad attività religiose. A me non dà fastidio, e lo dico da mussulmano", ha detto il consigliere.

E aggiunge: "La scuola, essendo un’istituzione laica, non dovrebbe mostrare al suo interno simboli religiosi, ma è una questione di principio e niente più. Non penso che un bambino musulmano che va in una scuola italiana e vede il crocifisso si sente lacerato nell’animo, oppure che un ragazzo incerto sull’esistenza o meno di Dio o indeciso su quale confessione abbracciare, si senta influenzato a diventare cristiano perché durante le lezioni vede il crocifisso sopra la cattedra. Gesù non ha mai fatto male a nessuno e quindi l’esposizione non può dare fastidio".

"Per queste scelte - ha proseguito El Ghlid - dobbiamo lasciare da parte il nostro pensiero personale e vedere anche la questione da un altro punto di vista. In uno Stato laico, nella piena attuazione di una Costituzione che non prevede religioni di Stato, la presenza di simboli costituisce un privilegio per la religione cattolica. Ed essendo chiaramente assurdo concepire la presenza di simboli di tutte le religioni visto il loro gran numero, l’unica strada da percorrere potrebbe essere la rimozione dei crocifissi dagli edifici pubblici. Stessa cosa per i tribunali - ha aggiunto - in cui la presenza del crocifisso stona ancora di più con il motto la legge è uguale per tutti, senza contare che per gli stessi cattolici la crocifissione di Gesù rappresenta essa stessa un’ingiustizia.
Dobbiamo capire - ha concluso El Ghlid - che stiamo parlando dello spazio pubblico e non delle opinioni o gusti personali".

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