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Cultura sabato 03 luglio 2021 ore 18:00

Francesco Petroni, la Politica con “P” maiuscola

Francesco Petroni

Presentato al Parco della Fornace il libro dedicato al compianto "sindaco operaio" di Calcinaia figura di riferimento della sinistra locale



CALCINAIA — Una folla di quasi 200 persone si sono radunate oggi al Parco della Fornace a Fornacette, per ricordare Francesco Petroni, una persona per la quale tutti gli intervenuti senza eccezione hanno speso parole di sentito ricordo e stima, non lasciando dubbi sulla levatura morale che caratterizzò quell’uomo che da operaio della Piaggio, diventò Sindaco di Calcinaia e punto di riferimento per la politica e non solo del suo partito di appartenenza. 

Nato nel 1941, prima falegname e poi operaio della Piaggio, ricoprì dal 1980 al 1995 l’incarico di primo cittadino. Fece parte del comitato federale del PCI. Da sempre impegnato in politica e in campo associativo, al termine dell’incarico istituzionale fu anche vicepresidente della Pubblica Assistenza di Fornacette.

A presenziare l’iniziativa Ivan Ferrucci, Presidente della cooperativa Casa del Popolo di Fornacette, che ringraziando gli astanti e la famiglia di Francesco, ha ricordato le iniziative già svoltesi in memoria dell’amato sindaco, tra cui la fondazione di un’associazione che porta il suo nome e la intitolazione della piazzetta proprio davanti al circolo in data 25 aprile 2019, fino alla decisione di raccogliere in un libro le memorie e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. 

Tra i partecipanti Alain Bertando del comitato di gemellaggio di Noves (Francia) e Joan Vich di Vilanova del Camì, lo storico sindaco che con Petroni avviò il progetto del gemellaggio tra i rispettivi comuni a dimostrazione della lungimiranza e dell'apertura che caratterizzò il suo mandato.

“Petroni svolse con passione il ruolo di sindaco a fianco di molti dei presenti oggi. Il suo insegnamento rimane sempre presente come lo fu allora, sia per gli alleati che per gli avversari. Le sue doti umane e il grande impegno con cui assolse il suo ruolo sono l’eredità di cui la folla di oggi testimonia il valore.” Queste le parole di Christian Ristori, assessore alla Cultura, Turismo e Decoro Urbano del Comune di Calcinaia, a cui anche il primo cittadino attuale, Cristiano Alderigi ha aggiunto un ricordo personale: “Come cittadino di Vicopisano e non di Calcinaia, ho conosciuto poco Francesco ma ne conservo intatto l’insegnamento. E’ stato lui, amministratore lungimirante, a darmi una spinta a impegnarmi per il bene dei cittadini, per fare cose diverse in tema ambientale. La sua passione politica e la vita segnata dalle avversità a cui non si arrese, sono un esempio del coraggio di cui oggi abbiamo più che mai bisogno.”

Parole di affetto anche da parte di Ombretta Pieracci della Camera di Lavoro CGIL Pisa, che ebbe modo di conoscere Petroni da giovane studentessa in un periodo di servizio presso il comune di Calcinaia: “Il tessuto valoriale ben fondato nel nostro territorio lo dobbiamo a figure come Francesco, un operaio che attraverso l’attività sindacale prima e la politica poi, divenne esempio per tutti, perché tutti ascoltavano un operaio che parlava.” 

Sul suo passato da operaio si è concentrato l’intervento del collega piaggista di Petroni, Vittorio Gasparri che con lui condivise lavoro in fabbrica e fede politica tra sindacato e partito. Anche Gabriele Orsini, a lungo Segretario Generale del Comune di Livorno e uno dei fondatori della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), ha parlato di Francesco Petroni, suo amico di vita, con partecipazione, auspicando la realizzazione di una piazza cittadina nel luogo che fu sede del velodromo simbolo dello sport di cui Francesco fu grande sostenitore. 

Petroni amava il ciclismo, si dedicò al volontariato e al suo ruolo politico con una passione contagiosa che come ha sottolineato l’autore del libro, Michele Quirici, lo sostenne anche nel momento più duro della malattia che lo colpì proprio all’inizio della sua esperienza da sindaco: “Pochi giorni fa, il 26 giugno avrebbe compiuto 80 anni. Fu un lavoratore che si ritrovò ad essere Sindaco di tutti senza distinzione di fede o appartenenza, un grande mediatore, esempio di apertura e ascolto, un progressista come si definiva lui stesso. Quando parlò prima di Napolitano al congresso del partito comunista disse: mi fanno parlare perché gli operai sono di moda.” 

Era così che funzionava: il partito chiamava. Chiamò Petroni e chiamò Enrico Rossi che abbandonò il lavoro da giornalista a Il Tirreno, come ha rievocato da Emilio Chiorazzo moderatore dell’iniziativa: “ Ricordo quegli anni popolati dalla migliore classe operaia con Paolo Fontanelli, Luciano Ghelli e Francesco." - ha detto Rossi - "Un uomo con la schiena dritta ma moderato, che rifuggiva allo stesso modo parolai e violenti. Il suo modo di fare politica ha segnato il territorio ma la nostalgia deve servire come stimolo perché la realtà cambia e come diceva lo stesso Francesco, bisogna guardare avanti e non perdere l’orizzonte. La sua figura ci lascia un interrogativo: come possiamo noi ripartire nel secolo nuovo per ridare emancipazione a chi si trova ai margini? La forza della classe operaia di allora e oggi persa, non nacque dal nulla ma fu il frutto di uno sforzo collettivo per dare dignità a chi non aveva voce.” 

Giovane assessora per Petroni e poi a sua volta sindaco, Lucia Ciampi oggi parlamentare, considera Francesco uno dei suoi maestri di politica, di organizzazione di amministrazione: “Era un attento estimatore dei giovani e delle donne e di donne che facevano politica allora, ce ne erano ben poche. Saper ascoltare era una sua dote; fermo, determinato, calmo ma trasparente, seppe fare le scelte giuste per il bene della collettività.” 

Rappresentare le classi deboli era lo scopo di una certa politica, quella che accomunava Paolo Fontanelli e Francesco, perché come lui approdò al partito dopo l’esperienza in un’azienda elettromeccanica. Fu questa comune radice a creare da subito la sintonia necessaria a un’attiva collaborazione tra il Sindaco di Calcinaia e il Segretario PCI della sezione di Pontedera.

Le parole più toccanti, quelle del figlio di Francesco, Stefano Petroni che con la madre Mara e il fratello Gabriele hanno prestato il loro prezioso aiuto per la ricostruzione di questo frammento di memoria personale e storica per l’intero paese: “Quando Quirici ci chiese il materiale per il libro, rendemmo chiaro il comune intento che oltre la biografia di babbo, sarebbe dovuto emergere anche un altro aspetto: i suoi valori, le sue idee, il suo modo di fare politica. E’ un libro che parla di memoria ma anche di presente e di futuro. Babbo veniva dal mondo operaio, fu promotore delle marce della pace, delle politiche del disarmo, del tema del lavoro. Tutti temi di grandissima attualità e urgenza, la cui gravità è presente nelle notizie di tutti i giorni."

Nel Centenario dalla fondazione del Partito Comunista, questo libro riporta alla luce la memoria di un mondo che fu, con limiti e sogni propri, ma che come ha testimoniato questa toccante iniziativa, merita di essere guardato come ispirazione per chi crede che fare politica sia ancora una questione di ideali e di lotta per il bene comune.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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