Politica Martedì 19 Maggio 2026 ore 06:30
Rete Ready, "No all'ideologia gender nelle scuole"

Adesso Calcinaia commenta la risposta del sindaco all'interrogazione volta ad approfondire le attività proposte agli studenti di terza media
CALCINAIA — Le attività promosse nell’ambito della Rete Ready e rivolte agli studenti della terza media dell’istituto comprensivo "Martin Luther King" tornano al centro del dibattito del Consiglio comunale. Con il gruppo di opposizione di Adesso Calcinaia che interviene sulla risposta ricevuta dal sindaco Cristiano Alderigi in merito alla loro interrogazione.
"La nostra interrogazione - hanno spiegato in una nota i consiglieri Daniele Ranfagni, Matteo Becherini, Elisa Venanti, Caterina Crimeni e Marco Buggiani - era molto semplice: chiedevamo chiarezza sulle procedure di consenso informato rivolte alle famiglie, sulle modalità con cui sono stati coinvolti soggetti esterni e sulla possibilità di rendere pubblici i materiali utilizzati durante gli incontri. Su quest’ultimo punto il sindaco conferma esplicitamente che l’amministrazione non intende pubblicare le dispense e gli elaborati relativi al progetto. Una scelta incomprensibile. Se tutto si è svolto nella massima trasparenza, come viene sostenuto nella risposta, per quale motivo tali contenuti non devono essere consultati dai cittadini? Cosa c'è da nascondere?".
Un altro aspetto centrale dell'interrogazione riguardava poi le direttive impartite agli operatori esterni coinvolti nel progetto, in particolare ad Arci Valdera, per garantire, hanno sottolineato dal gruppo consiliare d'opposizione, neutralità e pluralismo nell’approccio educativo. "Nella risposta ricevuta non viene però indicata alcuna linea guida concreta finalizzata ad assicurare un equilibrio informativo o ad evitare impostazioni unilaterali e ideologiche. L’amministrazione si limita infatti ad elencare temi e obiettivi da promuovere senza spiegare in che modo debba essere garantita una reale pluralità di punti di vista durante gli incontri con gli studenti. Riteniamo inoltre grave - hanno aggiunto - il tentativo di liquidare ogni critica come un attacco alla dignità delle persone. Nessuno ha mai messo in discussione il rispetto dovuto a ogni individuo. Il problema riguarda invece l’introduzione nelle scuole dell’ideologia gender, promossa attraverso progetti finanziati con fondi pubblici e affidati a soggetti esterni chiaramente orientati sul piano politico e culturale".
"La scuola - hanno concluso - ha il compito di educare, non quello di trasformarsi in uno spazio di attivismo ideologico. La proiezione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, seguita da incontri con esperti collegati alla rete Ready, non può essere presentata come un’attività neutrale o priva di una precisa impostazione culturale. Proprio per questo riteniamo indispensabile che le famiglie siano pienamente informate sui contenuti proposti e possano esercitare un consenso realmente consapevole".
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