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lunedì 18 novembre 2019

Attualità sabato 16 dicembre 2017 ore 18:05

Velodromo, la demolizione era prevista da maggio

Lo rende noto Bene Comune: "Perché l'amministrazione non ha comunicato ai cittadini l'abbattimento della curva? Perché in 8 anni nessun intervento?"



CALCINAIA — Fa ancora discutere l'abbattimento dell'ultima curva dello storico velodromo Nevilio Casarosa di Fornacette.

A tornare sull'argomento è la lista Bene Comune: "A seguito dell'improvviso abbattimento dell'ultima curva della Pista il nostro gruppo si è celermente mosso per avere maggiori notizie da parte del Comune di Calcinaia".

Il capogruppo Andrea Tessitori e il consigliere Flavio Tani hanno fatto sapere che "dagli uffici comunali abbiamo appreso che a maggio 2017 nel Permesso a Costruire n° 7 per le opere di urbanizzazione primaria dell' area ex-Velodromo era inserita, come da progetto, la demolizione della curva e la sostituzione con un'opera artistica, dopo la procedura con pubblica evidenza da parte dell' Amministrazione Comunale".

Le domande che Bene Comune si pone sono le seguenti: "Perché l'amministrazione non ha comunicato ai cittadini e alle cittadine, vista la particolarità affettiva e storica della porzione restante del Velodromo, l'abbattimento se da progetto, quindi dalla relazione del progettista e direttore dei lavori antecedente addirittura a maggio 2017, era già stabilita la sua demolizione?". 

E ancora: "Perché, visto che le cause sono da ascriversi alle condizioni di degrado e incuria in cui versava, in otto anni e mezzo non è stato approntato nessun intervento contenitivo ma si è atteso l' inevitabile?".

"Inevitabile che si è puntualmente manifestato l' altra mattina con il distacco di importanti pezzi della curva che avrebbero messo in pericolo la sicurezza dei lavoratori del cantiere. Il nostro gruppo consiliare ha formulato 2 interrogazioni discusse in Consiglio Comunale riguardo il destino dell' area: precisamente nel febbraio 2016 e poi nel giugno 2017. Visto anche l' interesse istituzionale ci saremmo aspettati più attenzione e sensibilità da parte dell' Amministrazione. Sensibilità che, a nostro avviso, non si sarebbe potuta esaurire comunque in un percorso partecipativo per decidere quale manufatto collocare in loco. Sicuramente questa triste pagina della nostra Storia paesana continuerà ad animare discussioni e ricordi. Rimarrà l'amaro che anche la più bella delle opere d'arte non potrà mai sostituire un solo mattone della nostra amata Pista".



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