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Attualità venerdì 27 maggio 2022 ore 07:30

Un plastico del Castello alle porte di Lari

Quarant'anni e non li dimostra, la riproduzione del Castello di Lari costruita dal rione Aiale Colle e Capannile accoglie i visitatori



CASCIANA TERME LARI — Alla rotatoria sulla strada provinciale che da Perignano sale la collina, alle porte del centro abitato di Lari, ci troviamo davanti un manufatto artigianale che è un vero capolavoro.

Si tratta di un plastico in compensato marino, ricoperto con una particolare resina che riproduce in scala il Castello mediceo, dalle proporzioni di circa 2 metri e mezzo per 3.

Questo manufatto fu realizzato dall’artigiano Giorgio Salvadori in collaborazione con i giovani e i meno giovani del rione Aiale Colle Capannile, una quarantina di anni fa.

I disegni furono messi a disposizione dell’architetto Giuseppe Pezzini che li sviluppò per la sua tesi di laurea proprio sul Castello Mediceo di Lari.

"A quel tempo - ha raccontato Salvadori - nell’annuale Sagra delle ciliegie, il borgo di Lari era diviso in quattro rioni (Centro, Canfreo, La Villa e Aiale Colle e Capannile) ognuno dei quali costruiva un carro con una sceneggiatura a tema libero che venivano poi trasportati e messi in mostra in piazza Matteotti".

Erano sfide a colpi di fantasia e di capacità che mettevano a dura prova l’ingegno dei partecipanti.

Fu proprio nel corso di una di quelle Sagre che al rione Aiale, Colle e Capannile, venne in mente di ricostruire la storia di Lari e simulare proprio in piazza Matteotti la realizzazione del Castello Mediceo.

Fu allestito un telaio di legno con pannelli di cartone su una collina completamente vuota, e con la danza di due ninfe apparivano due cavalieri etruschi che si accingevano a montare una loro importante invenzione, l’arco.

Da lì, come è storia vera, il Castello prendeva forma attraverso l’opera degli Upezzinghi, in tre diversi settori, il primo settore che guarda le colline e più precisamente Usigliano, poi la parte che guarda Pisa e per ultima quella che guarda Firenze.

Siamo nel 1500 e dopo i combattimenti con Pisa, i Fiorentini ebbero la meglio e si stabilirono sul Castello dando vita al Vicariato.

La simulazione della storia di Lari in piazza Matteotti continuava fino alla costruzione del Comune e del mercato.

Il manufatto piacque molto e circa 20 anni fa, il vecchio castello di compensato e cartone, fu ricostruito con un materiale più resistente, il compensato marino.

Fu il falegname Vittorio Macchia che mise a disposizione la propria bottega e le proprie attrezzature ai larigiani del di Aiale Colle e Capannile per ricostruire il Castello e successivamente, con la collaborazione di un Viareggino che aveva preso in gestione il ristorante “Il Gallo”, fu trasportato a Viareggio per la particolare verniciatura con la resina usata per colorare i carri del carnevale.

La storia di questo capolavoro non è finita. Il tempo lo avrebbe distrutto, se non fosse stato per l’amore di Gugliemo Tremolanti che lo ha custodito nei suoi magazzini per tutti questi anni.

E, nell’occasione di questa Sagra, l’associazione Vivilari ha voluto riportare alla luce questa storica riproduzione per posizionarla dove tutti quelli che vengono a Lari possano vederla, e accanto una targhetta di sintesi della storia di Lari.

Questa volta nessuno lo toccherà più, nessun magazzino o deposito lo ospiterà, perché resterà lì finché il tempo non lo distruggerà.

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata


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