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Attualità mercoledì 04 novembre 2015 ore 13:15

Cerchi un tesoro, trovi le siringhe

Seguendo le indicazioni di un sistema di ricerca online anche in Valdera si scoprono oggetti nascosti, scorci inediti... e qualche brutta sorpresa



PONTEDERA — Piccoli oggetti, grandi quanto un rullino fotografico. Cofanetti di più ampie dimensioni, talvolta adesivi e ben nascosti. Una bottiglia, una bambola. I tesori del geocaching si celano dietro ogni angolo del globo: in tutto il mondo se ne contano circa 2 milioni e una piccola parte di essi si trova anche in Valdera. Ma a cercarli si può incappare in spiacevoli scoperte.

Di solito sono oggetti di poco valore, capaci tuttavia di stuzzicare la curiosità e l'immaginazione. Vengono posizionati da altri utenti, che forniscono anche indicazioni precise sull'ubicazione del "tesoro", detto geocache. Per scoprirli è necessario scaricare un'app gratuita, registrare un account e disporre di un navigatore.

Allora la caccia al tesoro può avere inizio. Le regole sono molto semplici e si affidano al buonsenso dei giocatori: una volta individuato il geocache non bisogna portarselo via, ma firmare il logbook con nome utente e data, nascondere l'oggetto esattamente dove era prima, e condividere l'esperienza online. Il gusto sta nel non rivelare agli altri partecipanti la natura dell'oggetto, e se qualcuno decide di fotografarlo, per non rovinare il fascino della sorpresa il programma inserisce un avviso anti-spoiler.

A spulciare fra i commenti della Valdera si trovano resoconti in tedesco e in inglese di visitatori stranieri. A Pontedera ce ne sarebbero stati un paio, di questi oggetti, ma se ci si mette a cercarli arrivano le delusioni: non solo i geocache sembrano essere entrambi svaniti nel nulla, ma in un caso permettono di scoprire uno spicchio di degrado costellato di siringhe.

Uno degli tesori si trovava vicino all'oratorio di San Giuseppe. Di esso pare essere rimasto soltanto il magnete cui era attaccato, come segnalano alcuni utenti sull'applicazione. Seguendo le indicazioni per raggiungere l'altro, invece, arriva una sorpresa ancor peggiore.

Chi l'aveva nascosto (di qualunque cosa si trattasse) aveva scelto l'ex capannone della Piaggio, dove adesso si trova un parcheggio. L'oggetto era collocato sul muro laterale confinante coi binari della ferrovia. I geocacher cercano solitamente spazi dotati di una particolare attrattiva, anche turistica, e in questo caso sono i graffiti dei writers ad aver copito l'attenzione. Qualche anno fa la zona fu teatro della Spray Art Convention, un festival dedicato all'arte di strada: i muri conservano ancora i colori (e spesso la bellezza) dei murales, ma lo spazio circostante è disseminato di siringhe, bottiglie e luride coperte. Non esattamente il luogo ideale per una caccia al tesoro, soprattutto per qualche giovane cercatore.

Altri luoghi che segnalano un geocache sono Ponsacco, Calcinaia e Bientina.Nelle intenzioni di chi ha progettato il sistema c'era quella di rendere appetibili scorci inediti di territorio e valorizzare visite turistiche, aggiungendo un pizzico d'avventura: e in effetti il sistema pare funzionare bene. L'importante è stare attenti, perché a volte il viaggio può essere rischioso: solo per fare un esempio, l'anno scorso un gruppo di ragazzi si è perso nei boschi di Uliveto Terme.



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