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Politica sabato 13 febbraio 2021 ore 16:43

Grillaia, "La Regione dica cosa vuole fare"

Il passaggio della Grillaia in mano pubblica sembrerebbe avere subito lo stop, forse definitivo. Il sindaco Tarrini:"Ci dicano cosa vogliono fare"



CHIANNI — La proposta, approvata nella mozione unanime in Consiglio regionale, nel dicembre scorso, che chiedeva di individuare gli strumenti finanziari per chiudere la discarica della Grillaia sembrerebbe, nei fatti, una strada non percorribile.

La nota inviata il 4 febbrario scorso dall’assessore regionale con delega all’ambiente e ai lavori pubblici, Monia Monni, anticipata dalla consigliera regionale M5s Irene Galletti e pubblicata oggi dal quotidiano "Il Tirreno" spiega come la risoluzione in questione non sia attuabile in quanto la discarica della Grillaia è di proprietà privata e non rientra nella pianificazione regionale. 

In più la Regione spiega che "Non esistono gli elementi per procedere in autotutela in relazione all'autorizzazione del maggio scorso", quella che, di fatto, dà il via libera al conferimento dell'amianto nell'impianto, che, ad oggi è di proprietà privata. Proprietà che ha, dunque, tutte le carte in regola per procedere.

E dunque che succede? Dopo che l'acquisto da parte di Regione e Comune sembrava vicino tutto ritorna al punto di partenza?

"L'ipotesi più plausibile per un passaggio in mano pubblica era che l'acquirente fosse il Comune di Chianni e non la Regione", precisa il sindaco Tarrini e, nella nota dell'assessore Monni, c'è un passaggio che fa riferimento diretto al mancato avvio del procedimento di esproprio da parte del Comune. 

"Quella dell'esproprio era una possibilità che stavamo valutando, ma per farlo serviva un percorso chiaro, netto e trasparente. Al di là delle criticità e delle questioni tecniche legate alle varianti sul regolamento urbanistico, è mancato un progetto di gestione, che certo il Comune di Channi da solo non può accollarsi. Stiamo parlando - precisa Tarrini - di un percorso di messa in sicurezza, chiusura e gestione post mortem dell'impianto, che sarebbe venuto dopo l'eventuale acquisto del sito".

"A questo punto la Regione ci dica cosa vuole fare - conclude Tarrini - visto che ci sono state tante enunciazioni e prese di posizione negli ultimi mesi su questa vicenda, ma, ad oggi, domina ancora l'autorizzazione rilasciata proprio dalla Regione nel maggio scorso".

Un piano B potrebbe comunque essere sul tavolo della Giunta regionale ed è possibile che la vicenda abbia altri sviluppi nelle prossime settimane.

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