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lunedì 27 gennaio 2020

Cronaca mercoledì 22 gennaio 2014 ore 16:29

​Cia, Matteo Cantoni eletto vicepresidente

Matteo Cantoni

Il proprietario della Fattoria Fibbiano di Terricciola dividerà la carica della sezione provinciale di Confagricoltura con Luca Tommasi di Pisa



VALDERA — Arriva da Terricciola il nuovo vicepresidente della delegazione pisana della Confederazione italiana agricoltura e si chiama Matteo Cantoni della Fattoria Fibbiano. La nomina è avvenuta durante il congresso che ha riunito i vertici regionali e nazionali Cia ed ha confermato Francesca Cupelli per il secondo mandato alla Confagricoltura della provincia di Pisa.

Con l’occasione, la neoeletta alla sesta assemblea ha tracciato anche un quadro completo del comparto che sul territorio pisano ha numeri importanti. Oltre 6900 aziende di cui 4527 sotto i due ettari, ma ben 446 sopra i 100 ettari. Un comparto che conta 2462 dipendenti e 6749 conduttori. Il tutto su una superficie agricola di 158mila 576 ettari sulla quale, nonostante la drastica riduzione degli ultimi vent’anni, ci sono 959 aziende che praticano ancora la zootecnia.

“Senza terra non c’è agricoltura e senza agricoltura non c’è territorio – ha detto Cupelli, 37 anni, imprenditrice agricola a San Miniato - I dati evidenziano una drammatica perdita di suolo agricolo. È evidente, invece, che un’agricoltura attiva, rispettosa dell’ambiente è diffusa sul territorio sia la miglior garanzia di tutela paesaggistica”.

L’agricoltura non perde solo suolo, ma anche aziende. “La drastica riduzione del numero di aziende e la cospicua perdita di suolo derivano dalla progressiva perdita di reddito che si è verificata negli ultimi 10 anni per gli agricoltori – ha aggiunto -. I costi di produzione sono cresciuti in maniera esponenziale, mentre i prezzi dei prodotti sono rimasti più o meno stabili. Ad oggi, mediamente, fatto 100 il prezzo che i cittadini pagano per comprare generi alimentari, 18 va agli agricoltori, 22 alla trasformazione e 60 al commercio”.

Durissimo l’attacco alla burocrazia e agli apparati. “L’attuale carico burocratico non è assolutamente sostenibile dalle nostre aziende. Un agricoltore dedica ormai quasi il 30% del proprio tempo a fronteggiare scadenze e adempimenti“ ha rilevato Cupelli che poi affronta a viso aperto un altro tema scottante. “Troppo spesso soldi pubblici o in origine destinati all’agricoltura vengono utilizzati per il mantenimento di apparati che operano quasi esclusivamente per auto-preservarsi, come ad esempio le Camere di Commercio. In contesti di questo tipo, le risorse dei contributi camerali, versati con sacrificio dalle imprese, vengono spesso gestite con effetti opposti a quelli enunciati – ha proseguito – Io credo che anche la Cia debba fare di più per scardinare questi meccanismi che solo raramente sono funzionali alla crescita della nostra agricoltura".

Cupelli ha poi dato pieno appoggio alla battaglia renziana di rendere facoltativa per le aziende l’adesione alle Camere di Commercio, ha fatto il punto sulla nuova Pac, sui problemi legati all’accesso al credito e la parola chiave del secondo mandato che sarà trasparenza totale, in nome degli interessi esclusivi del mondo agricolo.



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