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Cultura lunedì 25 marzo 2013 ore 20:40

I ricercatori del Sant'Anna mappano il genoma del pesco



Nel gruppo di lavoro internazionale che ha mappato i geni del pesco è stato fondamentale il lavoro dei ricercatori pisani
PONTEDERA - Anche i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna delle sedi di Pisa e di Pontedera hanno lavorato alla ricerche che ha permesso di svelare i segreti del genoma del pesco indagati da un consorzio internazionale di ricercatori statunitensi, cileni, spagnoli, francesi raggruppando 53 ricercatori appartenenti a oltre 20 istituzioni accademiche, di cui sette italiane. La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che ha svolto le analisi della componente ripetuta del genoma e quelle relative all'annotazione dei geni con la partecipazione del prof. Pietro Tonutti e dei ricercatori Andrea Zuccolo ed Erica Mica, afferenti all’Istituto di Scienze della Vita. L’utilizzo di particolari metodologie dissequenziamento e di materiali appropriati che ha permesso al consorzio internazionale di ottenere una sequenza di alta qualità di cui il 99,3% è posizionata sui cromosomi della specie. Lo studio fornisce una dettagliata panoramica delle regioni funzionali del genoma del pesco individuando 27.852 geni tra i 230 milioni di nucleotidi. Tra questi, 672 geni legati alla determinazione, non soltanto ai caratteri di qualità,maturazione, aroma, contenuto zuccherino, ma anche alla forma della pianta e del frutto. Un importante risultato scaturito dalla ricerca riguarda l'individuazione di circa un milione di varianti genetiche, i cosiddetti marcatori molecolari, che hanno permesso di condurre uno studio dettagliato sulla biodiversità nel pesco e delle specie smili, ricostruendone la storia evolutiva. L’ampia panoramica dei geni e dei marcatori molecolari individuati nonché l’analisi della diversità genetica presente fra varietà di pesco renderanno possibile l’utilizzo su larga scala della selezione assistita con marcatori per ottenere varietà migliorate nelle loro caratteristiche qualitative, con proprietà benefiche per la salute, per la loro adattabilità ai cambiamenti climatici e per la resistenza ai principali parassiti, che sarà possibile abbattere con costi ridotti e in tempi più brevi.
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