Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 14:34 METEO:PONTEDERA19°  QuiNews.net
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
giovedì 06 maggio 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Omicidio Cerciello, la vedova in lacrime: «Questa sentenza non mi riporterà Mario»

Attualità martedì 21 aprile 2015 ore 15:40

Il Sant'Anna studia un robot per il pene

Il congegno aiuterebbe nell'erezione. Il progetto è stato presentato insieme ad altre possibili innovazioni finanziate dalla Regione Toscana



PISA — Potrebbe diventare realtà il robot del pene, la prima protesi robotica per l'organo sessuale maschile fa parte di alcuni progetti dell'università pisana. I progettisti spiegano che “attraverso l'integrazione di un meccanismo di erezione, attivato in modo naturale, questa protesi robotica potrebbe essere accolta senza problemi dai pazienti e la sua tecnologia potrebbe rivelarsi dominante nel campo del trapianto del pene”.

Ma non è stata presentata solo la prima protesi robotica per il pene ma anche: l'estrazione del petrolio ispirata alle radici delle piante, protesi per la mano o per gli arti inferiori, le case dove design e tecnologia vanno a braccetto, il sistema che verifica in tempo reale se il cibo che stiamo per magiare è ben conservato.

Sono le idee, destinate a trasformarsi in imprese ad alta tecnologia, sviluppate nel corso High-tech business venturing, finanziato dalla Regione Toscana e coordinato dalla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

I progetti sono stati presentati a una platea di potenziali investitori nella giornata conclusiva del corso coordinato da Andrea Piccaluga, docente di economia e gestione delle imprese e delegato del rettore per il trasferimento tecnologico e il territorio.

Gli allievi della Scuola hanno lavorato nel settore dell'estrazione petrolifera proponendo una tecnologia innovativa e meno impattante sotto il profilo ambientale con un robot ispirato alle radici delle piante, sviluppato una protesi di mano nella quale l'impianto neurale è capace di assicurare un controllo efficace e preciso. Infine, "Nasum" è l'acronimo di "Non-invasive Analysis for Safe Uncontaminated Meals" e mira alla creazione di un dispositivo portatile in grado di rilevare la contaminazione e il deterioramento dei cibi, individuando l'eventuale presenza dei principali organismi patogen come il botulino e la salmonella.

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
La bella storia di due donne che, alle soglie dei 50 anni, apriranno domani una attività legata all'arte diventando imprenditrici
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicola Belcari

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Attualità

Attualità

Cronaca