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martedì 19 novembre 2019

Attualità venerdì 11 settembre 2015 ore 18:30

Paola, dal palco della stazione alla Tv

Paola Lushnjani, 11 anni. Foto di Simone Rocchi (Teatro Era, Crst)

La giovanissima attrice, protagonista due anni fa di uno spettacolo teatrale cittadino, è in finale al talent "Tra sogno e realtà". La storia



PONTEDERA — “Mi piace fare l'attrice, perché così posso sentirmi ciò che non sono”. Paola Lushnjani ha solo 11 anni, ma quando parla di recitazione, le bastano poche parole per far capire che quella finale se l'è meritata. Nata a Pontedera, ma di origine albanese, dal 14 al 18 settembre si esibirà a Roma, nella fase conclusiva di Tra sogno e realtà, il nuovo talent che andrà in onda a fine settembre su La 5.

Occhi chiari, un cognome difficile da pronunciare (“quando pronuncio il mio cognome gli altri non riescono a ripeterlo e questo mi mette in difficoltà”), oggi spera di aggiudicarsi una borsa di studio da 20mila euro per studiare canto e recitazione a New York. Paola è stata selezionata nella rosa dei finalisti fra oltre 2500 bambini da tutta Italia e dalla repubblica di Malta. La sua è una storia di passione e integrazione, che affonda le radici nel rapporto d'affetto col nonno scrittore.

“È iniziato tutto per caso – racconta. – Avevo otto anni quando mi chiesero di salire sul palco”. Accade durante una manifestazione per la festa della donna, a Pontedera: Paola canta una canzone in albanese, un fuori programma sufficiente a farla notare: “Vedo una signora bella, alta e biondissima venirmi incontro”. Era Anna Stigsgaard, regista e attrice del Teatro Era. Ne nasce una collaborazione che porta Paola a rivestire il ruolo di protagonista nello spettacolo La stazione, ritratto teatrale di un quartiere. La voglia di recitare prende il volo: “Interpretavo Sabina, una bambina che ha vissuto la guerra. Per me è stato un onore, mi sentivo a casa e ho capito qual è la mia strada”.

La svolta televisiva arriva con una notifica Facebook. La mamma, Rudina Hakani, decide di iscriverla al concorso per il Talent della 5. A Casciana Terme Paola sbaraglia i concorrenti toscani grazie a un monologo di un minuto e mezzo, in cui immagina di parlare col nonno scomparso. “Gli spiego ciò che mi ha trasmesso: il regalo di un diario, il suo consiglio di scrivere quanto di bello e di brutto mi capitava”. Un velo di larime le appanna gli occhi, rivelando per un attimo la profondità del legame. “Era speciale – continua – sapeva farmi capire le cose con uno sguardo”.

La vittoria regionale la proietta alle semifinali di Abano Terme, dove, fra i circa 700 bambini in gara, solo quattro accedono alla finale per direttissima: Paola è una di loro. Ora ferve l'eccitazione: “Un misto di orgoglio e paura difficile da gestire – spiega la mamma, Rudina Hakani. – Spero che la sua storia possa essere simbolo di integrazione ed emancipazione”.

Paola ci tiene molto a essere considerata una cittadina italiana, tanto che si è spazientita quando la giuria ne ha indagato le origini: “Non mi vergogno – afferma – ma mi sento a disagio. Dire che vengo da Pontedera dovrebbe bastare”. Un filo d'inquietudine serpeggia nella parole della madre: “Temo che un simile traguardo sia precoce per una bimba di 11 anni”. Come a cancellare ogni dubbio, con una maturità che sorprende, Paola scuote la testa: “Se vinco o perdo non fa differenza, non diventerò mai una brutta persona” risponde. E sembra una promessa.



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