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martedì 10 dicembre 2019

Sport venerdì 11 settembre 2015 ore 15:30

Terzo derby al Mannucci, i motivi per seguirlo

Sabato alle 20,45, in casa la squadra granata. In campo gli ex Caponi e Gioè, in panchina il neo tecnico Lucarelli e il veterano record Indiani



PONTEDERA — Pontedera al debutto ed è subito gran derby. Per il Tuttocuoio è la seconda partita consecutiva allo stadio Mannucci, per il Pontedera è la prima di campionato, per entrambe è un derby da vincere o quantomeno da non perdere per evitare negative conseguenze psicologiche e ambientali (leggi tifo).

Si gioca domani sera, sabato, alle 20,45 allo stadio di casa di entrambe, ma stavolta con i granata come formazione casalinga e dunque con gli ospiti in trasferta, il derby Pontedera-Tuttocuoio.

Terzo derby in Lega Pro dopo i due dello scorso anno, entrambi vinti dai pontaegolesi, il primo per 2 a 1 con reti vincenti di Colombo e il secondo per 1 a 0 nonostante l'espulsione dello stesso Colombo fin dai primi minuti. Stavolta il forte attaccante ex Inter non ci sarà per niente perché è stato squalificato per due giornate in seguito all'espulsione di domenica scorsa contro il Rimini, partita finita sul pareggio col rigore concesso e trasformato nei minuti di recupero alla formazione di Cristiano Lucarelli, ex campione in A e l'anno scorso esonerato dalla Pistoiese. Lucarelli è una delle novità di questo nuovo derby che lo vede sulla panchina al posto di Alvini, mentre sulla panchina granata resta per il quarto anno consecutivo, record assoluto, Paolo Indiani. Un'altra novità 'forte' è la presenza di Andrea Caponi nel Tuttocuoio, al quale l'ex capitano granata è approdato dopo la breve esperienza nel Pisa, il tutto accaduto in 8 mesi perché fino al gennaio scorso Caponi era il faro del centrocampo pontederese. Nel Pontedera c'è però l'ex pontaegolese Gioè, uno dei tanti nuovi nelle file granata dalle quali ancora una volta sono usciti molti giocatori, passati in B o in squadre importanti di Lega Pro. Insomma, i motivi per vivacizzare il derby non mancano già alla vigilia. Poi la parola passerà al campo.



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