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Attualità domenica 15 dicembre 2019 ore 18:00

"Nella notte polare il tempo è dilatato"

Andrea Marraccini e Francesca Mazzoni hanno fatto un viaggio nelle isole più a nord della Norvegia, dove per 75 giorni non sorge il sole VIDEO



ISOLE SVALBARD (NORVEGIA) — Andrea Marraccini e Francesca Mazzoni sono due appassionati di viaggi al nord che hanno fatto di questa passione anche un lavoro.

Marraccini ha 34 anni, è nato a Pontedera e risiede a Montecalvoli e fa il tutor scolastico e l'accompagnatore turistico. Già una volta ci aveva parlato del suo amore per il nord.  Mazzoni invece ha 35 anni, è nata a Livorno e risiede a Capannoli, è scrittrice di viaggio e blogger.

Entrambi sono appassionati delle regioni polari e si sono spinti fino all’estremo nord dell'emisfero, alle Isole Svalbard (fanno parte della Norvegia e sono il territorio a nord più abitato), per vivere sulla loro pelle la notte polare. Ci sono stati quattro giorni.

Andrea Marraccini 

Francesca Mazzoni

In questo luogo remoto, a soli 1300 chilometri dal Polo Nord, per due mesi e mezzo all’anno in inverno il sole non sorge mai, restando sempre sotto l’orizzonte e generando un buio perenne. Si può vedere anche il fenomeno dell'aurora boreale che sia Mazzoni che Marraccini hanno avuto la fortuna di ammirare più volte.

L'aurora boreale

È strano non vedere alba e tramonto per svariati giorni, ci è sembrato di vivere un’unica lunghissima notte come se il tempo fosse dilatato” ha detto Francesca. 

In effetti, entrambi, hanno confermato come la vita in questa stagione segua un ritmo più lento rispetto al resto dell’anno: “È stata un’esperienza incredibile e preferisco di gran lunga le 24 ore di buio al famigerato sole di mezzanotte, quando al contrario c’è una luce perpetua” ha raccontato Andrea.

L’obiettivo di quest’avventura alle Svalbard era raccogliere storie e testimonianze sulla difficile vita nell’Artico, soprattutto durante il lungo inverno: “Incontrare la gente del luogo e ascoltare la loro voce è stato un privilegio, una cosa che non capita di certo tutti i giorni" ha spiegato Francesca.

Tipiche abitazioni sull'isola di Svalbard

In questa occasione, i due viaggiatori toscani hanno potuto intervistare il direttore internazionale dell’Istituto Polare Norvegese, Kim Holmén, per confrontarsi con lui sul grande tema del cambiamento climatico: “Ci ha fatto molto piacere parlare con una persona di grosso calibro, soprattutto affrontando un così caldo e importante argomento - hanno detto i due - ha detto che alle Svalbard è evidente il cambiamento climatico. Molti uccelli non ci vengono più per l'assenza di cibo. C'è meno ghiaccio e ci sono più nevicate che prima erano rare. Per questo si stanno costruendo delle protezioni vicino alle città, perché ci sono rischi di valanghe".  

Marraccini e Mazzoni con Kim Holmén

E sulla notte Polare? "Gli abitanti delle Svalbard ci hanno detto che la vita in quei 75 giorni di buio non è così terribile. Vengono privilegiati molti aspetti della socialità, mondani, culturali. Insomma si cerca di stare insieme per superare questi mesi di buio".

A questo viaggio faranno seguito alcuni video pubblicati sui loro canali Facebook e un progetto didattico nelle scuole della provincia di Pisa, oltre che serate d’autore per condividere i racconti di viaggio.

Cliccando qui un video sull'aurora borealecliccando qui un video sulla notte polare. Entrambi i filmati sono stati girati e montati dai due viaggiatori.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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