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Politica Mercoledì 12 Luglio 2023 ore 12:00

Sinistra Italiana, "Fusione calata dall'alto"

A sinistra, la Pieve di San Verano di Peccioli; a destra, la Chiesa di San Leonardo di Lajatico

Il circolo Valdera e Valdicecina dà un giudizio negativo sul processo di unione tra Lajatico e Peccioli: "Occorreva coinvolgere prima i cittadini"



LAJATICO-PECCIOLI — Sulla fusione tra Lajatico e Peccioli, il Circolo Valdera e Valdicecina di Sinistra Italiana è contrario. Lo ha reso noto lo stesso organismo del partito di Nicola Fratoianni, che ha criticato in particolare le modalità con cui il percorso è stato avviato dalle due amministrazioni comunali.

"Com'era riportato in uno studio di Irpet di qualche anno fa, senz'altro i piccoli Comuni hanno costi fissi elevati per il funzionamento dell’amministrazione e quindi restano poche risorse per i servizi al cittadino - hanno spiegato - se questo può essere un dato, però, va fatta la valutazione dell’opportunità delle fusioni solo dopo aver ascoltato i cittadini e aver lasciato esprimere questi ultimi in modo democratico. Solo dopo si può procedere con gli atti amministrativi".

"Le fusioni hanno i loro pro e i loro contro e occorre adeguatamente ponderarne l'uso caso per caso, utilizzando il tempo necessario, ascoltando e coinvolgendo i cittadini - hanno aggiunto dal circolo - se la ragione delle fusioni risiede nella necessità di realizzare economie di scala, perché non promuovere di più le gestioni associate? I servizi potrebbero costare meno, ma se ciò non funzionasse si potrebbe tornare indietro. Perché mettere a rischio le specificità locali e le identità culturali a fronte di vantaggi del tutto discutibili?".

Per Sinistra Italiana, il caso specifico di Lajatico e Peccioli si è contraddistinto soprattutto per questo vizio: la mancanza di coinvolgimento. "Ci troviamo di fronte a un passaggio amministrativo di due Consigli comunali che hanno voluto forzare le tempistiche, senza che questo fosse peraltro previsto nel mandato elettorale - hanno spiegato - è vero che è previsto un referendum consultivo, ma resta il fatto che il processo decisionale è stato calato dagli amministratori sui cittadini".

"I percorsi di questo tipo devono trovare delle vie virtuose di coinvolgimento prima, non dopo le decisioni - hanno concluso - il nostro circolo non si pone in modo oltranzista contro la scelta di fusione, ma senza dubbio esprime una valutazione negativa sui processi che stanno portando a questa fusione. Nel caso specifico, riteniamo che possa esserci il tempo per un ripensamento e per istruire i passaggi in modo diverso".


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