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lunedì 27 gennaio 2020

Attualità giovedì 20 novembre 2014 ore 12:00

Le proposte del M5S sulla vicenda Ristori

Da fabbrica di decostruzione a centro di ricerca tecnologica per la produzione di mezzi di trasporto ecologici. Superamento della committenza Piaggio



SANTA MARIA A MONTE — La vicenda Ristori e il consiglio comunale aperto che si è tenuto a Montecalvoli, sono oggetto di un intervento del Movimento Cinque Stelle.

“Da una nota sul sito ufficiale del Comune vengono comunicate le decisioni prese durante il consiglio: chiedere a Enrico Rossi di aprire un tavolo di confronto con Piaggio, per cercare di capire quale sarà il futuro dell’indotto e portare avanti il tavolo regionale tra sindacati e proprietà, per giungere a un accordo per mantenere i livelli occupazionali – sottolinea il M5S –. Forse all’amministrazione comunale, sfuggono alcuni particolari: il governatore della Toscana è perfettamente a conoscenza della situazione e che lo stesso Rossi è volato fino in Vietnam per inaugurare la nuova sede Piaggio, congratulandosi con Colaninno per le delocalizzazioni e l’esternalizzazione del lavoro (le scocche della Vespa prodotte prima da Ristori e ora trasferite in Polonia) favorendo così la morte dell’indotto locale, e continuando a regalare soldi pubblici attraverso la stipula di contratti di solidarietà. Come può un imprenditore mantenere i livelli occupazionali se perde il 70% delle commesse da Piaggio e non può andare a cercare nuove commesse perché deve lavorare in esclusiva solo per Piaggio?”

Per questo motivo, “noi del Movimento 5 Stelle di Santa Maria a Monte, riteniamo che le richieste avanzate dal consiglio comunale siano inconsistenti, inutili e tardive, poiché il dovere di un’amministrazione locale è quella di dare aiuto materiale ai lavoratori in difficoltà, cosa che non è mai stata fatta e non di capire le intenzioni della Piaggio”.

“A nostro parere – sottolinea ancora il M5S di Santa Maria a Monte – servono misure più incisive per salvare l’indotto, proposte che possono rilanciare anche il mondo imprenditoriale locale: superare la mono-committenza richiesta da Piaggio, mettere un tetto alla delocalizzazione del lavoro, in base al quale non può più chiamarsi made in Italy ciò che viene prodotto in toto all’estero o in grossa percentuale, fare della Ristori un centro di decostruzione, in cui vengono ripristinati mezzi obsoleti, danneggiati e fuori mercato, per renderli di nuovo appetibili al commercio, favorire la ricerca tecnologica per la produzione di mezzi di trasporto ecologicamente sostenibili con una riconversione alla green economy vera. Dove tutto ciò non sia possibile occorre sostenere una politica di reddito di cittadinanza che permetta ai lavoratori che resteranno senza lavoro di potersi riqualificare senza subire le difficoltà di una crisi che distrugge il tessuto sociale ed economico del territorio italiano”.



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