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Attualità domenica 01 marzo 2015 ore 12:45

Legambiente: "Chi ha deciso di riaprire Grillaia?"

L'associazione ribatte alle dichiarazioni del primo cittadino di Chianni sulla discarica. "La scelta finale spetta alla popolazione, non al sindaco"



CHIANNI — Torna prepotentemente in primo piano la vicenda della discarica della Grillaia.

Dopo il vertice in Regione, le dichiarazioni del sindaco di Chianni e del sindaco di Terricciola, ecco registrare oggi sull’argomento un intervento di Legambiente Valdera dal titolo “Discarica di Chianni: chi ha deciso di riaprirla?”, che ribattendo punto per punto, con una serie di interrogativi proprio al sindaco Tarrini coglie l’occasione per ripercorrere le tappe della vicenda.

“La discarica de La Grillaia, in funzione dal 1990 al 1998, nacque con l'obiettivo di smaltire 300mila metri cubi di rifiuti che diventarono in pochi anni un milione e 200mila metri cubi per rispondere a varie emergenze – spiega Legambiente Valdera –. Arrivarono così fanghi conciari e rifiuti da altre regioni, mettendo in crisi il funzionamento dell'impianto. Dopo le lunghe proteste di un coraggioso movimento di cittadini, la Provincia nel 1998 decretò la chiusura della discarica. In seguito i proprietari presentarono progetti di messa in sicurezza della discarica prevedendo ulteriori 300mila mc di rifiuti poi scesi a 270mila (che avrebbero garantito un significativo ritorno economico, ben superiore ai costi della messa in sicurezza medesima). Poco prima delle elezioni del 2014 i comuni di Chianni, Terricciola e Laiatico, la Regione e la Provincia firmarono un protocollo per la gestione della chiusura della ex-discarica senza apporto di ulteriori rifiuti. Il dirigente della Provincia però, aveva nel frattempo approvato il progetto di chiusura della discarica con apporto di ulteriori rifiuti proposto dalla proprietà”.

Ora il sindaco di Chianni in una dichiarazione si defila dal protocollo a Rifiuti Zero e si rende disponibile a accogliere 270mila metri cubi di rifiuti, secondo il progetto dei proprietari – continua Legambiente –. Tarrini è pronto a firmare le autorizzazioni per riaprire la discarica? Se le precedenti amministrazioni hanno fatto degli errori, si rende conto il sindaco che consentendo la riapertura della discarica aggiungerà il suo errore a quelli già commessi? Cogliamo approssimazione e fretta in questa decisione, che dopo ben 17 anni dalla chiusura dell’impianto, in maniera unilaterale affida proprio a chi ha gestito in modo approssimativo l’impianto, un improbabile risanamento. Non può essere un uomo solo al comando a decidere: la decisione spetta alla popolazione”.



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