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Attualità giovedì 24 settembre 2015 ore 12:06

Mensa solidarietà, in arrivo importante donazione

Una banca locale aiuterà a sfamare i senzatetto. Il responsabile Gotti: “Situazione stazionaria ma difficile, a rischio aumento con ondate migratorie.”



PONTEDERA — Un anno fa Pierluigi Macchioni Gotti, responsabile della mensa della solidarietà gestita dalla Misericordia di Pontedera, lanciava un sos di fronte alla crescente domanda di pasti: oggi la richiesta viene accolta da una banca locale, che entro la fine dell'anno donerà una quota per  allieviare la crescente pressione sugli operatori del servizio, testimoni di un'impennata delle presenze con lo scoppio della crisi economica. L'accordo non è ancora ufficiale e il nome dell'istituto di credito, per ora, resta nell'ombra.

“A distanza di un anno i dati registrano una situazione stazionaria ma critica – spiega Gotti – che potrebbe volgere in un aumento complessivo: questo mese serviremo infatti oltre 900 pasti, con
una media di 30 visitatori al giorno, mentre a giugno 2015 la mensa ne contava già più di 4600
”.


In un simile quadro la donazione giungerebbe come una boccata d'ossigeno: “Garantire un piatto caldo a tutti è quasi impossibile – continua Gotti. – Il finanziamento dovrebbe aiutare a sfamare qualche bocca in più e sarà di grande aiuto, perché le presenze sembrano avviarsi a un graduale aumento a partire da questo mese”.


D'estate sono molti i senza fissa dimora che hanno visitato i locali della mensa, per una doccia o un pranzo. Fra loro c'era anche il 40enne marocchino morto lo scorso 7 settembre nel rogo di via Brigate partigiane. “È venuto tutti i giorni per diversi anni – racconta Gotti. – Sapevamo che beveva, ma qua non ha mai dato problemi ed era una faccia nota: lo chiamavamo Lullo. È stato davvero triste sapere della sua tragica fine”.


“Lullo era uno degli immigrati che non sono riusciti a inserirsi – conclude Gotti – ma fra i nostri visitatori ci sono anche molti italiani. Il problema è che mancano gli strumenti per avviare questi soggetti su un percorso di recupero. Noi facciamo il possibile, ma con le recenti ondate migratorie
il numero dei senzatetto potrebbe aumentare. In tal caso, un piatto caldo potrebbe non essere sufficiente”.



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