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martedì 23 luglio 2019

Cronaca martedì 18 novembre 2014 ore 16:30

​Mise a segno 15 furti in tre province, arrestato

In manette il basista della banda che in ottobre rubò anche in abitazioni di Pontedera e Palaia. A fine mese forzò un posto di blocco a Limite



EMPOLI — E' finito in manette il presunto basista della banda di ladri che la sera del 29 ottobre scorso forzò in auto un posto di blocco dei carabinieri di Empoli a Capraia e Limite e che nelle precedenti due settimane avrebbe messo a segno circa 15 furti in case nelle province di Firenze, Pisa e Pistoia, fra cui anche alcune abitazioni a Pontedera e Palaia.

L'arrestato è un 30enne straniero da anni in Italia, residente a Capraia e Limite e operaio in una ditta della zona che abita a 150 metri dal luogo dove fu forzato il posto di blocco. La sera del 29 ottobre i carabinieri andarono subito a cercarlo a casa, ma non c'era. Nell'abitazione i militari notarono però un vaso pieno di monili in oro. Nel frattempo l'uomo si è poi trasferito a Santa Croce sull'Arno e i carabinieri, che sono tornati nei giorni scorsi nell'abitazione di Limite hanno trovato fra i monili altri gioielli rubati. A questo punto il pm ha disposto un fermo che i militari hanno eseguito, poi il gip ha disposto l'ordinanza di custodia in carcere.

Furono invece arrestati la sera stessa i due 21enni, uno dei quali rimase ferito dal colpo di pistola al posto di blocco. Resta invece irreperibile un 28enne, che manca dall'agosto 2013, destinatario di un'ordinanza cautelare per un'altra vicenda di furti.

Gli investigatori attribuiscono alla banda almeno 15 furti e due tentati furti in case di Cerreto Guidi, Montespertoli, Capraia e Limite, Vinci, Pistoia, Larciano, Monsummano Terme, Pontedera e Palaia, messi a segno in un paio di settimane fra il 12 e il 29 ottobre. I ladri si muovevano a bordo di auto rubate, un'Audi A4 e una Citroen Berlingo. Negli arresti è stata recuperata refurtiva tra cui contanti, gioielli, assegni, armi, munizioni e apparati informatici. I reati contestati dal pm Vincenzo Ferrigno ai membri della banda sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, ricettazione in concorso e furti in abitazione aggravati in concorso i reati contestati.



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