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venerdì 24 gennaio 2020

Attualità giovedì 06 agosto 2015 ore 09:30

Museo Civico, i tre operatori rispondono a Bianchi

Giulia Calamai, Francesco Sartini, Maria Pia Tacelli

Lettera congiunta di Calamai, Sartini e Tacelli: "La Pro loco vuole andare per vie legali? Saremo ben contenti di incontrarli nelle sedi opportune"



MONTOPOLI VAL D'ARNO — I tre operatori museali del Civico Guicciardini di Montopoli rispondono al presidente della Pro loco Fausto Bianchi.

Bianchi, nella lettera scritta ieri, oltre a chiudere in modo quasi definitivo le possibilità di collaborazione paventava la possibilità di adire le vie legali contro i tre. Questo un passaggio della risposta di Calamai, Sartini e Tacelli: “Prendiamo atto della volontà di Proloco di procedere per vie legali e saremo ben contenti di incontrarli nelle sedi opportune”.

Questa la lettera integrale dei tre operatori museali:

Come abbiamo già dichiarato precedentemente, qui non si stratta di sminuire il lavoro volontario o screditare le associazioni formate da persone entusiaste e capaci che scelgono di donare il loro tempo alla comunità.

Quello che abbiamo denunciato sono i modi e la malafede di chi con noi un accordo lo aveva preso mesi fa.

In quel primo incontro, svoltosi nelle stanze del comune, furono stabiliti i nostri compiti visto che parte del Museo sarebbe stata adibita a InfoPoint;

Noi saremmo stati responsabili di aperture e chiusure del museo, e servizi affini. Nei momenti in cui non c'erano operatori, il luogo sarebbe stato solo ufficio turistico, con le sale del museo chiuse.

Finora infatti l'orario di apertura al pubblico era il sabato e la domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Furono stabilite le ore di presenza di noi operatori e la loro riduzione,visto che il bilancio delle ore era già conteggiabile e l'Associazione sapeva a che spese sarebbe andata incontro.

In incontri successivi alla nostra entrata in servizio, ci furono chiesti itinerari per visite guidate a pagamento ed idee per rivitalizzare l'alfabetizzazione museale, richieste a cui noi abbiamo risposto lavorando ai progetti anche e sopratutto da casa, cosa che da sola prova la nostra iniziale buona disposizione nei confronti dell'Associazione e delle sue attività.

I due mesi di attesa rimborsi sono passati, ed al terzo abbiamo chiesto delucidazioni, è verissimo quanto dice il Presidente, i soldi dovevano essere anticipati dall'Associazione stessa, cosa che non e' mai accaduta.

Nella riunione plenaria di cui parla il Presidente,(in realtà una convocazione improvvisa via social) dopo un primo momento in cui ci siamo sentiti spiazzati e offesi visti i toni ed i modi utilizzati, che volevano farci capire bene chi dirigeva il museo, ci e' stata prospettata la sospensione dei turni e una potenziale partecipazione come esterni nel caso ci fosse stato bisogno di visite guidate.

Il nostro rammarico è indubbiamente quello di aver perso un'entrata forse per molti irrisoria ma per noi importante e anche quello di essere stati sollevati da incarichi che svolgevamo indubbiamente con passione,dati anche gli anni di servizio prestati fino ad ora.

Con certezza affermiamo che non abbiamo nessun vantaggio a denunciare queste mancanze da parte della gestione, e sicuramente non lo facciamo perchè avremmo voluto un tipo di convenzione diversa.

Il “ montare un caso sul niente” di cui parla il sig. Presidente è soggettivo, noi siamo parte di quella grande maggioranza di persone per le quali una piccolo rimborso a fine mese non e' “niente”, ma fa la differenza.

Prendiamo atto della volontà di Proloco di procedere per vie legali e saremo ben contenti di incontrarli nelle sedi opportune.

Giulia Calamai, Francesco Sartini, Maria Pia Tacelli”



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Virus Cina, Speranza: "Faremo tutto il possibile"

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