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martedì 16 luglio 2019

Politica giovedì 29 ottobre 2015 ore 14:50

Pd, M5S e lo streaming oscurato

Polemica sulla discussione a porte chiuse per parlare del premio concesso a un dirigente. Toncelli: "Manca trasparenza". Caselli: "Tuteliamo la persona"



PONTEDERA — Il consiglio comunale di martedì è al centro di una polemica fra Pd e M5S. All'origine della querelle ci sarebbe l'interpretazione di un clausola del regolamento che prevede la discussione a porte chiuse nel caso d'interrogazioni che abbiano in oggetto persone e possano toccarne in qualche modo la sfera personale.

Martedì il Movimento ne ha presentata una per chiedere lumi sul premio di 1.040,45 euro concesso dall'Amministrazione al segretario comunale, la dottoressa Tiziana Picchi. La richiesta dei 5 stelle riguardava i motivi di tale retribuzione straordinaria: "Chiedevamo quali fossero gli obiettivi raggiunti in un mese e mezzo tali da meritare il premio" hanno dichiarato i consiglieri pentastellati Fabiola Toncelli e Andrea Paolucci.

In un post sul loro blog i grillini scrivono: "Consideriamo la nostra interrogazione oltre che legittima, di totale interesse pubblico in quanto la dirigente comunale viene premiata con soldi pubblici e il cittadino ha il sacrosanto diritto di sapere come vengono spesi i suoi soldi, ma non solo per un fatto morale o etico ma in base alla legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione".

Non è piaciuta insomma la decisione di chiudere lo streaming e impedire ai cittadini presenti in consiglio di ascoltare il dibattito sulla questione. Per Paolucci "La diversa interpretazione delle nostre richieste ha creato un malinteso". Dura la risposta di Toncelli: "Non c'era nulla di personale - ha dichiarato la consigliera - il modo in cui sono amministrati i soldi dei cittadini dovrebbe essere trattato con assoluta trasparenza. Se fossi stata presente in consiglio, me ne sarei andata anch'io".

Sulla diatriba interviene anche Selene Caselli, capogruppo del Pd: "Il regolamento parla chiaro, non abbiamo sbagliato a interpretare la regola. Gli esponenti del 5 stelle chiedevano una valutazione professionale che non è scindibile dal giudizio sulla persona. La tutela del soggetto era quindi pienamente giustificata".

Caselli non si ferma e prosegue: "Mi preme specificare che Andrea Paolucci era stato avvisato di questa decisione già durante la conferenza dei capigruppo. Il presidente del Consiglio comunale Lucia Curcio è stata molto chiara, ma in quella sede non si sono levate obiezioni".

La bagarre è scoppiata dopo, attraverso i social: "Dispiace notare questo atteggiamento da parte del Movimento - conclude Caselli - che a volte evita di confrontarsi e di esprimersi per uscire il giorno dopo con simili dichiarazioni".



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