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lunedì 24 giugno 2019

Politica sabato 02 aprile 2016 ore 12:52

L'Alta Valdera si presenta

Tarrini, Barbafieri, Fais e Macelloni

I quattro sindaci: "Non è un passo indietro. Siamo aperti al dialogo sia con chi abbiamo appena lasciato che con Volterra e la Valdicecina"



PECCIOLI — Dopo l'approvazione nei quattro consigli comunali del nuovo statuto l'Unione Alta Valdera si è presentata questa mattina all'hotel Porta Valdera di Peccioli: "Il dibattito si era aperto dal 15 gennaio – ha introdotto il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni - noi abbiamo avuto il merito di iniziare ad affrontare questo problema serio che è maturato fino a quando poi abbiamo deciso di fare una nuova unione”.

Accanto a Macelloni Maria Antonietta Fais, sindaco di Terricciola, Giacomo Tarrini di Chianni e il primo cittadino di Lajatico Alessio Barbafieri.

“Eravamo in una situazione stagnante – ha ripreso Macelloni - c'era un dibattito bloccato. L'Unione Valdera, nata nel 2008 con convinzione aveva visto un passaggio fondamentale nel 2011: i comuni sotto i 5mila abitanti dovevano mettere insieme i servizi”.

Ma non tutti i servizi come ha precisato Fais: “Mettere insieme tutte le funzioni significa di fatto fondersi, noi auspichiamo invece che si possano insieme solo le funzioni che permettono di migliorare la qualità della vita. Personalmente non condivido una fusione generale”.

“Uno degli obiettivi – ha aggiunto Barbafieri - era non svuotare i Comuni e non perdere la prossimità coi cittadini”. Il sindaco di Lajatico ha poi parlato anche del problema dello spopolamento delle zone rurali: “Non crediamo che ci sia uno spopolamento. Anche il recente convegno sul ripensamento dei centri storici è stato fatto in un'ottica di rilancio di queste zone”.

A spingere i quattro Comuni alla secessione è stato anche un altro aspetto: “In uno studio presentato si paventava la possibilità di ridurre i Comuni toscani da 280 a 50 – ha chiarito Tarrini – la nostra zona sarebbe stata un solo Comune della Valdera. Per questo abbiamo accelerato il processo di scissione”.

L'Alta Valdera come zona nevralgica e vicina ad altre realtà da coinvolgere: “Lanciamo ai nostri colleghi dell'Unione Valdera una forte disponibilità a collaborare – ha detto Macelloni - per esempio sulla Protezione civile o sul piano strutturale, entrambe da portare avanti insieme. Ma per noi Valdera vuol dire guardare anche verso Volterra e la Valdicecina. Quando pensiamo a quelle zone vogliamo che si declinino verso Siena o verso la Valdera?”

Secondo il sindaco di Peccioli la nascita, anzi la rinascita perché il Parco Alta Valdera esisteva prima come consorzio già dal 1988, è stata una scelta “per interpretare e mettere in pratica al meglio le direttive che arrivano dal governo. L'Unione Valdera era come una coppia che non funzionava più e quando le coppie non funzionano le persone danno il peggio di sé. Per questo siamo usciti e siamo pronti a rilanciare. Non abbiamo più alibi né noi quattro né gli altri otto. Non ho visto nell'Unione Valdera grandi pensieri e strategie, ma c'è una ragione: quando ci sono 12-13 sindaci insieme il programma vero è stare a tamponare le falle. Con questa operazione pensiamo di rimettere al centro la politica”.

La polizia municipale nelle intenzioni dei quattro sindaci dovrà diventare un elemento di prossimità per i cittadini. Tra i servizi che l'Alta Valdera cura già ci sono l'urbanistica, il servizio finanziario e la gestione degli asilo nido: "I quattro bilanci si fanno insieme - ha spiegato Fais - così come vengono gestiti insieme i pagamenti e le entrate. I nostri quattro dipendenti si sono divisi i compiti".



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