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giovedì 17 ottobre 2019

Cronaca giovedì 03 novembre 2016 ore 18:35

"​Il territorio non è inquinato"

Indagine fanghi, il Comune di Peccioli ha reso noti i primi dati dell’analisi condotta su circa trecento ettari di terreno. Slitta l'udienza



PECCIOLI — Come ormai è noto da tempo è in corso un’indagine condotta dalla guardia di finanza relativa allo spandimento dei fanghi in agricoltura. Indagine che ha portato anche alcune persone agli arresti domiciliari. Alla base di questa inchiesta c’è l’analisi condotta da Arpat che, stando a quanto si legge, avrebbe rilevato una presenza eccessiva di idrocarburi nei fanghi oggetto di spandimento.

"L’indagine in questione - ha spiegato Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli - ha avuto l’effetto immediato di far passare l’immagine del territorio di Peccioli e dei Comuni limitrofi oggetto della stessa, come territori inquinati, producendo indirettamente un grave danno per tutti i produttori agricoli e agrituristici operanti sul territorio. Il Comune di Peccioli è convinto e si rifiuta di accettare naturale la formula secondo la quale l’eventuale od eccessiva concentrazione di sostanze inquinanti nei fanghi in questione produce automaticamente l’inquinamento del territorio".

Le analisi del Comune di Peccioli: "A tal proposito - ha ripreso Macelloni - questa amministrazione comunale, fin da subito, a tutela del proprio territorio ed a sostegno dei propri operatori ha ritenuto opportuno procedere ad una massiccia analisi sui propri terreni (circa 300 ettari) che sono stati oggetti di indagine per valutare se l’eventuale spandimento improprio abbia provocato inquinamento del territorio, se sì di che tipo e dov’è localizzato. Verifica importante sia per fare chiarezza sull’intera vicenda sia nell’interesse e nella credibilità dell’indagine stessa".

"La Giunta Comunale - ha spiegato - ha deliberato una campagna di indagine sul territorio comunale attraverso la quale sono stati localizzati ben 250 punti di prelievo ed attualmente disponiamo dei risultati di ben 100 campioni pari a circa il 40 per cento dell’intera attività di studio ed analisi.

"Da questi primi e consistenti dati - ha chiarito Macelloni - possiamo affermare senza incertezza che il territorio è pulito e non è per niente inquinatoStiamo attendendo anche gli esiti degli altri 150 prelievi e la relazione finale che il Laboratorio incaricato farà su tutta la vicenda. Già fin da ora comunichiamo che il prossimo 25 novembre sarà organizzata una conferenza stampa dove verranno resi noti i dati definitivi e tutte le valutazioni del caso".

"Avviso a tutti - ha il primo cittadino - disponendo oggi di un dato così confortante e rilevante abbiamo ritenuto importante comunicarlo a tutta la comunità e non solo a quella pecciolese invitando tutti coloro i quali hanno a che fare con questa vicenda a tenere conto di questi dati ad oggi inconfutabili. L’affermazione di principio secondo la quale non si può stabilire in modo meccanico che lo spandimento di fanghi inquinati produce automaticamente inquinamento del territorio è ora corroborata da dati e risultati ineccepibili e documentabili".

Intanto nell'inchiesta fanghi slitta di alcuni giorni, per vizi di notifica, l’udienza davanti al Gip che doveva prendere le determinazioni sulle richieste del pubblico ministero sulle società a vario titolo coinvolte nell’inchiesta dei presunti fanghi velenosi utilizzati come ammendanti su circa 800 ettari di campi coltivati a grano. L'inchiesta riguarda anche campi che sono nei territori di Peccioli, Palaia, Fauglia, Crespina e Montaione.

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