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lunedì 17 giugno 2019

Politica martedì 11 ottobre 2016 ore 10:40

"Prima accertiamo, poi discutiamo"

Il sindaco Macelloni al primo consiglio comunale dopo l'inchiesta sui fanghi ha parlato di alcune prime analisi del Cnr che farebbero ben sperare



PECCIOLI — "In questa situazione di emergenza occorre prima accertare l'eventuale inquinamento, tutto il resto viene dopo. Non si può dire adesso io lo avevo detto, perché un intervento anticipato poteva avvenire solo laddove la giurisdizione ce ne avesse dato libertà oppure al momento del presentarsi del problema, com'è stato. Dibattere oggi, in questo preciso momento, se è giusto o meno lo spandimento dei fanghi in agricoltura è sbagliato. Lo si farà in un secondo momento, per tutelare lo stesso territorio". Questo il pensiero che il sindaco Renzo Macelloni ha espresso al termine di un acceso consiglio comunale incentrato sull'inchiesta relativa alle indagini della Guardia di Finanza sul presunto spandimento illecito di fanghi di depurazione in alcuni terreni del territorio.

Durante l'assemblea, che si è tenuta lunedì sera nella frazione di Montelopio, il sindaco ha anche parlato di alcune analisi sui terreni che un agricoltore locale ha commissionato al Cnr che avrebbero dato risultati rincuoranti rispetto al quadro dipinto dall'inchiesta, restituendo "valori quasi da biologico", ha detto il primo cittadino.

Dopo l'assemblea con esperti del settore e associazioni degli agricoltori che era stata organizzata lo scorso 26 settembre e alla quale avevano partecipato molti cittadini e coltivatori, anche la seduta consiliare - la prima dopo l'apertura dell'inchiesta - è stata molto accesa, vista anche la presentazione in consiglio da parte della maggioranza di una lettera intitolata "Chi ha fatto la sponda ai Casalesi?" e rivolta direttamente al capogruppo della lista d'opposizione Un Comune Per Tutti, Davide Castagni Fabbri del quale il sindaco ha citato alcune frasi comparse su stampa e social network. Riguardo a queste, il primo cittadino ha chiesto al consigliere di "circostanziare meglio le accuse, conoscere i nomi e i cognomi delle persone che hanno lavorato per i casalesi, di chi ha fatto da tramite per loro e di chi sapeva di questo malaffare", di questo Macelloni ha chiesto di "riferire dettagliatamente davanti all'organo consiliare su questa vicenda assumendosi tutte le proprie responsabilità sia personali che istituzionali".



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