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giovedì 22 agosto 2019

Attualità martedì 26 aprile 2016 ore 06:30

Pioggia a parte la festa è servita

E la presenza del capo del governo è stato un altro onore per Pontedera e la sua storia. Anche se i problemi restano.



. — Forse, chi sa, gli stregoni che ballavano la danza per far piovere o per non far piovere riuscivano a ottenere qualcosa. Per ora nessuna città anche super tecnologica riesce invece a impedire che il cielo arrabbiato rovini un po' la sua festa o il suo appuntamento importante. 

Detto questo, e parlando sul serio, confermiamo il nostro parere già espresso prima della festa per il 70° compleanno della Vespa: nonostante tutto, critiche e momento critico, è stato giusto farla. Premesso che questo non è indubbiamente un buon momento per il lavoro alla Piaggio di Pontedera, come del resto è già successo altre volte a cominciare, per non andar troppo lontano, dai 3250 messi tutti insieme a cassa integrazione nei primi anni '80 e senza scadenze per il rientro, tanto che rientrarono in pochi, è stato un bene far questa celebrazione. E la presenza del presidente del consiglio dei ministri alla Piaggio, in una visita pur non aperta al pubblico ma come lo sono state tutte le visite 'vip' allo stabilimento, è stata importantissima dal punto di vista mediatico a favore della città.


Che lo si voglia o no, e in ogni epoca e in ogni forma di stato, ospitare il presidente del consiglio o della repubblica. o magari il re quando c'era anche in Italia, e così via, è un vanto e aiuta la città farsi conoscere. Per merito della Vespa, prodotto della Piaggio ma alla quale hanno lavorato e continuano a lavorare, pur con numeri minori, almeno 30-40 mila fra pontederesi e gente del circondario.


Dal punto di vista dei già ricordati problemi di lavoro, Renzi che giustamente vede nella Vespa un simbolo dell'Italia e il presidente Roberto Colaninno che promette di non lasciar 'mai' Pontedera, nulla cambiano a cosa si sapeva già. Che la Piaggio resterà a Pontedera con la testa e una parte del corpo, la mente e almeno un braccio, Roberto Colaninno lo va infatti ripetendo in ogni occasione da quando è arrivato in riva all'Era. Il problema è il lavoro che ora manca, ma su questo e sul perché di questo la discussione è in atto in campi più adatti e vitati, come quello sindacale, per cui Tuttopontedera non è l'organo più adatto per entrarvi. 


Per concludere, vogliamo però riprendere una frase del nostro compagno di scuola (alla Curtatone e Montanara) Claudio Nencioni, calciatore e operaio (scioperante) della Piaggio che nelle sue 'memorie' esamina anche i pro e i contro delle sue scelte di vita e soprattutto lavorative, concludendo con pacatezza e sincerità, che, in fin dei conti, la Piaggio gli ha dato un posto e uno stipendio per gran parte della vita. 

Per cui e tutto sommato, dice Claudio, Viva la Piaggio.



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