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Politica lunedì 08 luglio 2024 ore 19:00

I sindaci dem per l'acqua pubblica, "Resti bene comune"

13 sindaci e sindache del PD dettano la linea per il servizio idrico: "Disposti all'acquisizione delle quote private". Galletti del M5S al loro fianco



PROVINICIA DI PISA — Una società interamente pubblica che sia affidata interamente ai comuni serviti dal gestore. È questa l'idea, lanciata da 13 sindaci e sindache del Partito Democratico della provincia di Pisa, che sulla compagine societaria di Acque Spa fanno un passo avanti chiedendo la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Nello specifico, a firmare il documento, sono Arianna Buti (Buti), David Bacci (Crespina-Lorenzana), Matteo Franconi (Pontedera), Dario Carmassi (Bientina), Matteo Cecchelli (San Giuliano Terme), Matteo Ferrucci (Vicopisano), Michelangelo Betti (Cascina), Simone Giglioli (San Miniato), Cristiano Alderigi (Calcinaia), Renzo Macelloni (Peccioli), Massimiliano Angori (Vecchiano), Alberto Lenzi (Fauglia) e Linda Vanni (Montopoli in Val d'Arno).

"Siamo fermamente convinti che questo percorso sia di interesse generale e che ci porterà a un servizio con finalità sia sociali che ambientali, con una gestione senza finalità lucrative e con la garanzia che l'acqua resti un bene comune - hanno scritto i sindaci firmatari - serve una posizione univoca, nel tentativo comune di migliorare il servizio, ridurre le perdite e gli sprechi, garantire la qualità dell’acqua e migliorare e potenziare le infrastrutture e contribuire alla sensibilizzazione sull’uso corretto e consapevole dell’acqua".

"Sosteniamo, quindi, la politica di reinvestimento degli utili adottata dall'azienda Acque e finalizzata al raggiungimento di questi obiettivi: è essenziale prestare attenzione alla qualità dei servizi offerti ma anche garantire che i livelli tariffari siano equi e sostenibili per tutti i cittadini - hanno aggiunto - crediamo inoltre che i comuni debbano partecipare direttamente alla gestione del servizio idrico integrato, evitando l'affidamento a soggetti esterni, a tutela di una maggiore trasparenza e responsabilità verso gli utenti".

E per far questo, i sindaci e le sindache si dicono pronti a sostituirsi ad Abab, raggruppamento comprendente società private che, a oggi, detiene il 45% di Acque. "Siamo favorevoli, anche intraprendendo un percorso, non dettato necessariamente dai tempi e dalle decisioni del Tribunale, all'acquisizione di tutte le azioni detenute da Abab da parte dei Comuni, in modo da realizzare una società interamente pubblica - hanno precisato - la presenza tra i soci di Alia Multiutility, con gli indirizzi orientati alla borsa stabiliti dal suo statuto, pregiudica ed è in evidente contrasto con questa scelta".

"Per questo, serve un chiarimento definitivo tra i soci pubblici - hanno concluso - chiediamo di lavorare a una soluzione che non pregiudichi il percorso da noi avviato e sostenuto negli scorsi anni dal partito e dagli amministratori. Il PD della provincia di Pisa è impegnato a sostenere questo percorso, che riteniamo essenziale per garantire un servizio idrico integrato di qualità. Chiediamo, infine, alla luce anche dei cambi di amministrazione, di convocare un tavolo politico regionale con tutte le altre forze politiche che compongono le maggioranze di centrosinistra e i sindaci per concordare insieme un percorso che ci porti al raggiungimento dell’obiettivo della ripubblicizzazione".

Una presa di posizione che è stata particolarmente gradita a Irene Galletti, presidente del Movimento 5 Stelle Toscana. "Una proposta che rispecchia uno dei nostri principi fondamentali: la gestione pubblica dell'acqua come bene comune, al di fuori delle logiche di mercato e di profitto - ha commentato - l’interesse degli azionisti è quello di fare profitto, mentre quello dei sindaci è di abbassare la tariffa per gli utenti dei loro comuni. Accogliamo con favore la proposta di convocare un tavolo politico regionale con tutte le forze di centrosinistra e i sindaci coinvolti per concordare insieme un percorso condiviso".


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