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martedì 19 novembre 2019

Attualità giovedì 25 settembre 2014 ore 11:05

​RoboLaw approda all’Unione Europea

La coordinatrice Erica Palmerini del Sant’Anna di Pisa: “Ci raccomandiamo all’Ue per regolare l’utilizzo dei robot, così si favorirà l’emergere di nuove tecnologie”



PISA — Le prime linee guida del diritto robotico sbarcano in Europa. Proprio a Bruxelles infatti la docente di diritto privato del Sant’Anna di Pisa e coordinatrice di RoboLaw Erica Palmerini, assieme a Andrea Bertolini, ha presentato il documento finale dell’ambizioso progetto europeo che per la prima volta prova a tracciare delle norme di regolazione della robotica.

Alla Commissione e al Parlamento europeo è stato presentato lo studio di alcune delle più rilevanti tecnologie emergenti riconducibili all’ampio settore della robotica. “Durante la ricerca – ha spiegato Palmerini – si è ritenuto opportuno adottare un approccio casistico perché la nozione di robot è, di fatto, non tecnica. Le tecnologie riconducibili sono differenziate e ricomprendono tanto un aspirapolvere automatico, quanto protesi ed esoscheletri, veicoli autonomi, droni, robot chirurgici e anche i robot per uso personale”.

RoboLaw ha posto l’attenzione sulle conseguenze delle regole e sugli incentivi per sviluppare nuove tecnologie. “L’imposizione di discipline normative punitive – aggiunge il team di RoboLaw - potrebbe causare uno spostamento della ricerca verso altri paesi, rispetto all’Europa, con la conseguenza che verrebbe inibita l’offerta di un mercato promettente, pari a 4,5 trilioni di dollari all’anno entro il 2025 secondo uno studio McKinsey, perdendo la possibilità di influire sullo sviluppo delle tecnologie stesse”.

Linee guida, insomma, per conciliare lo sviluppo della ricerca, un mercato sempre più ampio con forme di indennizzo per l’utente e forme di tutela qualora il dispositivo si dovesse danneggiare.

RoboLaw ha anche ipotizzato la nascita di un’autorità con specifiche competenze tecniche sulla sicurezza robotica. “Se la sicurezza dei prodotti robotici fosse garantita così – hanno concluso – si potrebbe ipotizzare l’introduzione di esenzioni di responsabilità per i produttori. Il problema della compensazione del danno subito potrebbe essere risolto con sistemi di assicurazione obbligatoria oppure, nel caso delle protesi, con un fondi di risarcimento automatico che prescindono dall’accertamento di una responsabilità in capo al produttore, da finanziarsi con una parte del prezzo di rivendita della medesima applicazione robotica”.



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