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Sport giovedì 22 febbraio 2018 ore 12:00

"Quella volta che arbitrai una partita al buio"

Francesco Bertelli, 35 anni
Francesco Bertelli, 35 anni

Francesco Bertelli, 35 anni, ha da poco raggiunto il traguardo delle mille gare dirette in carriera, con una storia particolare, avvenuta nel 2003



PONTEDERA — Fabbrica Terricciola, seconda categoria. Novembre 2003. Una partita giocata in gran parte al buio perché l'arbitro designato non arrivò mai e ne venne reclutato un altro in extremis. Un giovane che non aveva ancora esordito nelle categorie seniores.

La storia è raccontata in prima persona da chi quella partita fu chiamato a dirigerla e "a portarla in fondo, anche se è buio" come gli venne detto dall'Aia, associazione italiana arbitri. 

Francesco Bertelli, 35 anni, nella vita di tutti i giorni fa il geometra. Ma da sedici anni è spesso vestito di nero e ha un fischietto in bocca. E' conosciuto in tutta la Valdera ma anche oltre per la sua simpatia e per essere un direttore di gara. 

Nel dicembre 2017 ha tagliato il traguardo delle mille partite arbitrate. Abbiamo ripercorso con Bertelli le tappe della sua carriera, partendo proprio da quella partita surreale, di cui conserva ancora il ritaglio di giornale. Dalla cronaca di quel giorno: "Una partita falsata, giocata solo per metà in quanto il secondo tempo, mancando l'illuminazione, è stato solo immaginato dagli spettatori e poco giocato dai calciatori". La gara finì 1-0 per gli ospiti, gol di Quattrini.

"Ero designato come arbitro di riserva, - ha raccontato Bertelli - era una domenica di novembre. Alle 14,40 mi suona il telefono. Era il mio presidente Piero Lupi che mi comunicava, in accordo con il Presidente Regionale Toscano, che dovevo andare a Fabbrica per dirigere il derby delicato e importante per la classifica tra il Fabbrica e Terricciola. All'arbitro designato si era fermata la macchina durante il tragitto e non sarebbe arrivato in tempo a Fabbrica".

"Sono riuscito ad iniziare la gara, dopo aver controllato le note e effettuato il riconoscimento, alle 15,20".

La partita si svolse tra le proteste del pubblico, che inveiva alla cieca, protestando contro Bertelli per la scarsa visibilità che stava falsando la partita. A peggiorare il clima il fatto che la squadra di casa, i bianconeri del Fabbrica, stessero perdendo dopo il gol di Quattrini al 10'  del primo tempo (assist di Checchia), quando ancora c'era luce

"La partita sono riuscita a portarla in fondo con scarsa visibilità sul risultato di 1-0 per il Terricciola". Bertelli parla di scarsa visibilità ma quel secondo tempo fu giocato proprio al buio. I tifosi della squadra di casa, arrabbiati giustamente per la partita falsata, se la presero però col giovane Bertelli e "furono i dirigenti ad accompagnarmi alla macchina, permettendomi di tornare a casa". La colpa come detto, non fu di Bertelli, ma dell'Aia che volle in tutti i modi evitare il rinvio della gara.

Partendo dall'inizio la prima delle mille e più partite di Bertelli è stata il 16 febbraio 2002: "Dopo aver fatto il corso e aver superato l’esame ho diretto, nella gara di Esordienti B a Volterra, la gara tra Vigor Volterra e Porta a Lucca".

"Ho scelto di fare l’arbitro per curiosità, spinto da Mario Orsini, osservatore arbitrale della Sezione di Pontedera. Dalla curiosità è nata una vera passione e uno stile di vita".

A volte si dice che l'arbitro è qualcuno che non sapeva giocare a calcio: "Non ci ho mai giocato, prima di diventare arbitro praticavo tennis, sport che non ho abbandonato". Il punto più alto della carriera di Bertelli è stato il campionato di Eccellenza: "Ho debuttato in Castelfiorentino – Forte dei Marmi, il 21 dicembre 2008". 

Dopo qualche anno ai massimi livelli regionali della Figc Bertelli, a 30 anni, è passato a dirigere le gare degli amatori, in Valdera: "Dopo la telefonata di Mauro Santoni e dopo un breve periodo di adattamento regolamentale (il regolamento Amatoriale ha delle piccole differenze da quello Federale) sono entrato nell’organico degli arbitri del Settore Tecnico Arbitrale Toscano e, nello stesso anno, sono stato convocato alla prima delle tre fasi Finali Nazionali disputate rispettivamente a Lido di Jesolo, Bellaria-Igea Marina e Montesilvano".

"La differenza principale tra amatori e dilettanti è il rapporto che l’arbitro ha con le squadre. In Federazione l’arbitro lo vedono e conoscono solo per la gara. Nell’ambito amatoriale può capitare di incontrare dirigenti e giocatori a fare la spesa nei supermercati della zona o seduti in un locale per bere un aperitivo o a cena accanto a te". 

"Anche se va detto che prima c’era molta differenza tra le squadre Federali e amatoriali, adesso questa differenza non si nota più. Le squadre amatoriali sono organizzate alla grande, ci sono molti giocatori giovani e si allenano minimo due volte a settimana. Sicuramente è alzato il livello di agonismo e professionalità nel livello amatoriale: molte squadre potrebbero disputare campionati Federali con buonissimi risultati. Anche noi arbitri dobbiamo garantire un buon livello di professionalità per rispettare le squadre che fanno sacrifici economici per poter disputare tali campionati".

Bertelli, che arbitra anche nel calcio a 5 e a 7, ha parlato anche dei Var (video assistant referee): "Credo che la tecnologia sia indispensabile per aiutare il difficile compito che ha un arbitro nel dirigere un incontro di gara". Riguardo ai rimborsi economici per gli arbitri Bertelli è chiaro: "E' previsto un rimborso in base alla distanza chilometrica dall’impianto di gioco e un’indennità di trasferta in base alla gara assegnata e alla categoria. I rimborsi negli amatori sono molto più bassi che in Federazione. In ogni caso è pura passione. Un arbitro di calcio, per avere uno stipendio come arbitro, deve essere a disposizione degli organici di serie B e A".

Così come i calciatori anche gli arbitri hanno una partita del cuore: "Ricordo spesso coi miei amici, per quanto era bollente e decisiva, la partita di play-out di Seconda Categoria all’Isola d’Elba tra il Rio Marina e lo Scarlino". 

"La gara terminò 0-1 per lo Scarlino con un rigore al 94’. Il viaggio di ritorno a casa, specialmente per tornare a Portoferraio, non fu semplice..."

Tra i giocatori che ha arbitrato ricorda con piacere "un giovanissimo Alberto Pelagotti, poi Giuseppe Arvia e Andrea Caponi, attuale capitano del Pontedera in Lega Pro".

Tra gli arbitri che stima ci sono "Collina, Rizzoli, Orsato e, a livello internazionale, Webb. A questi nomi voglio aggiungere un osservatore arbitrale di Pontedera attualmente nell’organico di Serie A: Antonio D’Agnese. Sempre a livello locale stimo l’ex presidente della Sezione di Pontedera Valter Baroncini, l’attuale presidente Paolo Monti, Gabriele Giovanneschi e un ragazzo attualmente nell’organico di serie D, Giacomo Casalini, un giovane che ha grandi potenzialità".

Mille partite, un traguardo raggiunto sabato 9 dicembre 2017 a Castelfranco di Sotto, nel match di Eccellenza Amatori tra la Polisportiva Castelfranco e Eurocolle: "Mi sono posto un obiettivo: 1500 gare. Considerando che riesco a dirigere una media di 70 gare ufficiali in una stagione sportiva penso di farcela. Quando smetterò di correre tra i campi di gioco mi piacerebbe occuparmi di svolgere il ruolo di osservatore arbitrale per aiutare a crescere altri arbitri con i miei consigli".

"Con questa stagione sportiva sono 16 anni che sono arbitro di Calcio". Sedici anni di partite, un rituale che Bertelli ha sempre esplicato con piacere: "Si parte con l’arrivo della designazione della gara durante la settimana. Arrivato il fine settimana si parte per l’impianto di gioco. All’impianto di Gioco si effettua il controllo del terreno di gioco, il riscaldamento, il controllo delle distinte di gioco e il riconoscimento dei giocatori. Tutto pronto. Ci siamo: si scende in campo sempre col sorriso, come quel lontano 16 febbraio 2002". 

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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